Sicurezza
Minaccia di morte la madre con un coltello e la prende a pugni
grosseto. Calci e pugni, parolacce e offese, minacce di morte: era questo il campionario di comportamenti che una donna, al limite della disperazione, ha raccontato ai poliziotti che erano intervenuti per portare via suo figlio. «Faccio subito, ora ti ammazzo», le aveva urlato, brandendo un coltello da cucina con una lama seghettata lunga 20 centimetri e un manico lungo 12.
L’aveva picchiata, quella sera del 26 maggio 2019, l’aveva colpita con un pugno al volto, poi con i calci dopo averla fatta cadere per terra. Quella sera, nell’appartamento, si era scatenato l’inferno.
«Guardami, guardami, ora te lo faccio vedere io», la aveva gridato mentre le puntava quel lungo coltello alla gola.
La donna, impaurita, ferita ed esasperata da tutta quella violenza aveva cercato di allontanarsi da suo figlio, che da qualche tempo faceva uso di sostanze stupefacenti e abusava di alcol.
Ma lui si era messo davanti a sua madre, impedendole di prendere l’ascensore e scappare.
Era intervenuta la polizia nell’appartamento di Grosseto ma anche quando il trentenne si era trovato di fronte gli agenti della questura, li aveva minacciati. Fu arrestato e portato in carcere.
Difeso dall’avvocato Lorenzo Mascagni, il trentenne ha patteggiato una pena di fronte al giudice per l’udienza preliminare Sergio Compagnucci di tre anni di reclusione. L’uomo dovrà pagare le spese processuali e quelle del mantenimento in carcere: il giudice lo ha anche interdetto per cinque anni dai pubblici uffici. – F. G.
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