Il dolore
Giovanni Roncari è il nuovo vescovo
L’annuncio commosso da parte di monsignor Rodolfo Cetoloni, si avvia così un percorso unitario tra le due diocesi
Enrico Pizzi
grosseto. “In persona episcopi” che tradotto dal latino significa “nella persona del vescovo”. Nel caso specifico la formula indica che la diocesi di Grosseto e la diocesi di Pitigliano Sovana Orbetello non saranno formalmente unificate, ma inizieranno un percorso unitario sotto la guida dello stesso pastore, il vescovo di Pitigliano, e da ieri anche di Grosseto, Giovanni Roncari. L’annuncio è stato dato ieri mattina, a mezzogiorno, dopo la preghiera dell’Angelus, nella chiesa di San Francesco.
È stato il vescovo Rodolfo Cetoloni a presiedere la preghiera e a dare l’annuncio, commosso, che il Pontefice ha accettato la sua rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Grosseto, presentata il 3 gennaio, giorno del suo 75° compleanno, come prevede il diritto canonico. E ha nominato monsignor Roncari nuovo vescovo della diocesi di Grosseto, «unendo “in persona episcopi” la diocesi di Grosseto e la diocesi di Pitigliano Sovana Orbetello». Monsignor Cetoloni è stato contestualmente nominato amministratore apostolico della diocesi di Grosseto in attesa dell’ingresso del nuovo vescovo, previsto nel contesto delle celebrazioni laurenziane 2021, dunque intorno al 10 agosto. Il vescovo Roncari sarà, dunque, il 62esimo vescovo di Grosseto.
Anche lui, come monsignor Cetoloni, è un francescano: padre Roncari appartiene all’Ordine dei frati minori cappuccini mentre monsignor Cetoloni appartene all’Ordine dei frati minori; il suo compito sarà proprio quello di condurre le due diocesi verso un percorso di unificazione secondo i tempi che saranno stabiliti dalla Santa Sede. È facile ipotizzare che questi tempi potrebbero coincidere con i circa tre anni che mancano ancora, a monsignor Roncari, non ancora 72enne, per raggiungere l’età prevista per la pensione. In ogni caso la missione di monsignor Roncari è chiara. «Papa Francesco e la Chiesa italiana – dice – ci invitano a un cammino sinodale: le nostre due Chiese, mantenendo e valorizzando la propria storia, sono chiamate a condividere i propri doni e le proprie fragilità iniziando una storia nuova verso un comune futuro cristiano».
Padre Giovanni Roncari è entrato in convento giovanissimo, ha pronunciato la professione solenne della regola francescana nel 1972 ed è stato ordinato sacerdote nel 1975 e proprio da giovane sacerdote, a Grosseto, monsignor Roncari ha esercitato il suo ministero tra gli ammalati dell’ospedale Misericordia, come ha ricordato nel suo messaggio.
L’unione di due diocesi “in persona episcopi” non è una novità, tanto meno lo è nel pontificato di Papa Francesco. Le ultime, in ordine di tempo, sono quelle di Pozzuoli e Ischia (maggio 2021); Teano-Calvi e Alife-Caiazzo (2021); Modena-Nonantola e Carpi (2020); Camerino-San Severino Marche e Fabriano-Matelica (2020); Nuoro e Lanusei (2020); Tivoli e sede suburbicaria di Palestrina (2019). Ma non si tratta di una novità nemmeno relativamente alle due Diocesi maremmane. La stessa cosa era già successa, infatti, fra il 1924 e il 1932 con il vescovo Gustavo Matteoni, mentre nel 1970 monsignor Primo Gasbarri fu amministratore apostolico di Grosseto e del Tratto toscano dell’Abbazia delle tre fontane che comprendeva Orbetello e Orbetello scalo, Porto Santo Stefano, Isola del Giglio, Albinia, San Donato, Polverosa e Torba-Giardino, nonché amministratore apostolico della Diocesi di Sovana-Pitigliano, mentre contestualmente monsignor Adelmo Tacconi (che sarà, poi, vescovo di Grosseto) venne nominato vescovo ausiliare e vicario generale per Sovana-Pitigliano. Altro elemento curioso è il fatto che l’annuncio del nuovo vescovo, un francescano che succede a un francescano, sia stato dato nella chiesa di San Francesco, una decisione dell’ultimo minuto, quando ci si è accorti che la Cattedrale, dove in un primo momento erano stati convocati il clero e i rappresentanti del mondo laicale, era occupata da un matrimonio.
Restando in tema di francescani, Giovanni Roncari è il settimo vescovo di Grosseto proveniente dalle loro fila e primo cappuccino. Il primo vescovo francescano fu Pepo (o Pietro), che guidò la diocesi dal 1216 a un periodo precedente al 1240. Sempre nel XIII secolo Bartolomeo d’Amelia, Ofm, fu vescovo di Grosseto dal 9 aprile 1278 a un anno non ben precisato. Poi fra Restauro (1306-1328), quindi Giacomo Tolomei, dei Minori Conventuali (1384-1390) e, nel XVII secolo Giovanni Pellejo, anch’egli conventuale, che guidò la diocesi cinque mesi. Monsignor Cetoloni è arrivato il 10 agosto 2013, dopo una “pausa” di oltre quattro secoli. –
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google