Sicurezza
Cascate Londini Monni: «Iter in corso Riscontrate difformità»
Gabriele Baldanzi
PITIGLIANO. Dopo le richieste di far luce sulle Cascate Londini arrivate da più parti, a cominciare dal sindaco Giovanni Gentili, poi dal Pd pitiglianese e ancora dal consigliere regionale della Lega Andrea Ulmi e dalla consigliera regionale del Pd Donatella Spadi, l’assessora regionale all’Ambiente Monia Monni ieri sera ha diffuso una nota.
«La Regione Toscana – dice Monni – ha ereditato la vicenda dell’impianto idroelettrico Cascate Londini, sul fiume Lente, dalla Provincia. L’iter autorizzativo non è ancora concluso, in quanto durante la realizzazione sono state riscontrate difformità rispetto al progetto esecutivo».
Una nota, a dire il vero, tutt’altro che chiarificatrice. Come noto le Cascate Londini, uno dei luoghi più belli del comprensorio del Tufo, attrazione turistica del trekking che si snoda nel patrimonio paesaggistico di Pitigliano, da marzo sono praticamente asciutte. Un danno di immagine a tutte le colline del Fiora. Dopo la denuncia, un mese fa scorsi, da parte del sindaco, seguita da una del Pd, due giorni fa anche i due consiglieri regionali del territorio – Spadi, che è anche vicepresidente della commissione Aree interne, e Ulmi – hanno presentato altrettante interrogazioni, in cui, con toni diversi, chiedono lumi all’assessora Monni.
A marzo, però, nuovi lavori a servizio, autorizzati, per disostruire una galleria di scarico dell’impianto hanno richiesto una temporanea deviazione della cascata. Da quel momento l’acqua non è più tornata a fluire. Il Comune, per circa un mese, non ha sollevato problemi, proprio perché c’erano i lavori, ma adesso, a lavori terminati, la situazione è inaccettabile.
Monni precisa che la Regione sta «valutando le modifiche da apportare al fine di garantire il rispetto delle prescrizioni che la Regione e il Comune di Pitigliano hanno imposto agli esecutori dell’opera, in modo da mantenere l’effetto scenico della cascatella». La questione, però non è soltanto estetica, scenica, come la definiscono a Firenze. Vanno trovate le responsabilità. —
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