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Sotto alla torre di San Pancrazio il mare è ancora invaso dai liquami

I.A.
Sotto alla torre di San Pancrazio il mare è ancora invaso dai liquami

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ANSEDONIA. Ancora liquami maleodoranti nel mare di Ansedonia, sotto la torre di San Pancrazio.

Dopo due anni circa, dall’ultima segnalazione, i residenti tornano a lamentare cattivi odori e una schiuma biancastra che rende impossibile fare il bagno.

Siamo a ridosso di una delle calette più suggestive del promontorio della costa sud, sulla quale si affaccia la cinquecentesca torre di San Pancrazio, eretta dai senesi e poi rinforzata dagli spagnoli nel periodo dello Stato dei Presidi.

Dovrebbe essere uno dei luoghi prediletti per i bagni estivi, e invece è spesso assediato dai liquami.

«Se una cosa del genere succedesse sotto i faraglioni a Capri – dicono alcuni residenti esasperati – chissà cosa succederebbe. Qui sembra non interessare a nessuno. L’Argentario ha anche perso la sua bandiera blu. Ad Ansedonia ci sono dei liquami in mare. Vedete voi se è normale».

In più di un’occasione sul posto sono intervenuti la guardia costiera, la guardia di finanza e Arpat (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana). Tutti hanno eseguito dei prelievi. Da cosa e da dove provengano questi sversamenti non è però ancora stato chiarito.

A settembre del 2019 Arpat esaminò i campioni prelevati ed emerse che si trattava di «reflui urbani non depurati».

Da allora però i residenti non hanno più avuto notizie sulla situazione ma hanno continuato a vedere le acque mescolate ai liquami.

A maggio del 2019, Italia Nostra presentò anche una segnalazione alla Procura della Repubblica di Grosseto. «Ad oggi – dice il presidente dell’associazione Michele Scola – non abbiamo avuto nessuna riposta. Anzi, ne sollecitiamo una dato che il problema non sembra essere stato risolto».

Secondo la segnalazione presentata dall’associazione ambientalista in Procura «gli sversamenti, pur presenti durante tutto l’anno, sarebbero più copiosi quando molte delle abitazione di Ansedonia sono abitate».

Questo potrebbe significare – Italia Nostra invita le autorità a verificare – che questi stessi sversamenti potrebbero essere collegati alla rete fognaria: i liquami finiscono in mare e il vento li sospinge fin sotto la torre di San Pancrazio».

Italia Nostra aggiungeva anche altro, nella sua segnalazione. «Il progetto inizialmente previsto per lo smaltimento delle acque reflue – faceva sempre notare l’associazione – prevedeva una tecnica di depurazione che utilizzasse tra l’altro le acque risultanti dalla produzione dei due allevamenti ittici adiacenti. Ma questo trattamento di depurazione sembra in realtà non essere mai stato attuato, mentre il tubo di scarico a mare che doveva raggiungere l’isola della Formica risulterebbe essere stato posato per una distanza dalla spiaggia della Tagliata inferiore a quella progettata e approvata».

Da molto tempo ci sarebbero indagini in corso, per sciogliere il mistero dei liquami che non accennano a diminuire. —

I.A.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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