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I giochi del parco Giotto sotto assedio dai baby vandali

Elisabetta Giorgi
I giochi del parco Giotto sotto assedio dai baby vandali

Tranciata una decina di volte la rete che circonda la struttura a pagamento I titolari esasperati: «Ogni volta sono danni e tocca rammendare»

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Elisabetta Giorgi

GROSSETO. Al parco Giotto i piccoli vandali hanno colpito una decina di volte, nel tempo. L’ultima è stata poche notti fa. Hanno tagliato la rete protettiva che circonda il “tappeto elastico” – uno dei giochi a pagamento del parco, proprietà di una ditta privata che paga il suolo pubblico al Comune – per entrarvi quando era chiuso e divertirsi “a sbafo” senza pagare.

È l’ennesimo sfregio ai danni di una coppia di esercenti di pubblico spettacolo, marito e moglie – Marusca Rosadoni e Giovanni Greco – che da un paio d’anni gestisce la struttura nel polmone verde cittadino. A fianco c’è il box di legno dove si vendono i ticket, 3 euro per 10 minuti e 5 per 20 minuti, che è un prezzo comunque contenuto. L’orario va dalle 17 alle 20. Ma c’è chi non vuol pagare nulla e si diverte a tranciare la rete quando la struttura è chiusa per saltare gratis nel tappeto elastico. L’ultimo caso è successo poche notti fa, ma prima ancora Marusca ha contato altri 8-9 episodi di cui quattro quest’anno e gli altri nel 2020. «A volte bruciano la rete con l’accendino, altre volte la i trinciano con i coltelli. Restano i segni del fuoco, o lo squarcio nella recinzione. Noi non facciamo pari a rattoppare. Mio marito si mette lì ogni volta con estrema pazienza, l’anno scorso ci mise mezza giornata ma poi loro tornano alla carica e noi ricominciamo daccapo, sempre a ricucire, perché se dovessimo ricomprare la rete tutte le volte non ce la faremmo a tirare avanti. Costa almeno 7-800 euro, nuova. Per noi che lavoriamo e viviamo di questo sono danni, senza contare la botta che abbiamo preso con il Covid».

Gli affari non sono andati bene per nessuno di questi tempi, neppure per gli esercenti di pubblico spettacolo per i quali «niente è più come prima – dice Marusca – La gente ha perso tanti soldi, è stata in cassa integrazione e dovendo scegliere se mangiare o far divertire i figli, preferisce certo mangiare. I mesi scorsi siamo stati costretti a chiudere anche noi, poi quando le norme ce l’hanno consentito abbiamo riaperto, per poi ritrovarci punto e a capo con questi piccoli vandalismi». Marusca non si capacita di come possa succedere in maniera così impunita anche perché la sera «il lampione illumina “a giorno” e sta puntato sopra e mi pare impossibile che questi ragazzi si mettano a far danni così, senza che nessuno veda. Eppure succede».

Al parco Giotto la coppia lavora da 2 anni. «Spesso con questi ragazzini instauri un bel rapporto: mi chiamano per nome e mi salutano – dice la titolare – anche perché non li ho mai presi di petto. Ma a volte quando arrivi di notte e ti capita che ce li trovi e ti arrabbi, magari ti rispondono pure male. “Lo sai – mi disse uno di loro una volta – che siamo minorenni? ” Come a dire, non potete farci niente!» . –

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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