Il Tirreno

Grosseto

le assemblee dei dipendenti comunali  

Condotta antisindacale Il giudice dà ragione all’assessore Cerboni

La sentenza biasima però una scelta del membro di giunta cioè la richiesta di registrare con il cellulare un suo intervento 

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grosseto. Le assemblee dei dipendenti del comune di Grosseto, convocate dall’assessore al personale Giacomo Cerboni, non hanno limitato l’attività sindacale e dunque l’assessore non ha tenuto una condotta antisindacale. Lo ha stabilito, ieri, la sentenza della giudice del lavoro del Tribunale di Grosseto Giulia Conte, che ha chiuso così la vertenza aperta dalla Uil Federazione poteri locali e dalla Cgil Funzione pubblica difese, rispettivamente, dagli avvocati Giulia Romualdi e Paola Pippi, contro il Comune, patrocinato dall’avvocato Tommaso Galletti.

I due sindacati avevano portato in tribunale il Comune a causa di una serie di assemblee del personale che l’assessore Cerboni aveva convocato, tra il 2019 e il gennaio 2020, per illustrare ai dipendenti la propria posizione in ordine alle trattative in corso tra l’ente e i rappresentanti dei lavoratori. Il Comune aveva già avuto ragione in prima istanza, ma i due sindacati avevano fatto opposizione al decreto del giudice del lavoro. Ieri il ricorso è stato respinto con la compensazione delle spese di lite, dal momento che, pur non ravvisando la condotta antisindacale, è stata rilevata l’inopportunità di alcuni comportamenti del Comune.

Secondo Cgil e Uil, quella di Cerboni sarebbe stata una condotta antisindacale per il fatto di avere convocato assemblee di dipendenti comunali in orario di lavoro e in un momento delicato della trattativa in corso. La sentenza, però, afferma il diritto del datore di lavoro di incontrare i dipendenti per spiegare il proprio punto di vista, se queste ore di assemblea non vanno a intaccare il monte delle 10 ore che lo Statuto dei Lavoratori riserva per consentire lo svolgimento di assemblee sindacali durante l’orario di lavoro. Nulla vieta, dunque, che «ulteriori riunioni possano essere indette dallo stesso datore di lavoro», così, come, appunto, Cerboni, secondo il giudice del lavoro, ha fatto. Qualcosa da stigmatizzare, sempre secondo il giudice, però c’è, nei comportamenti dell’amministrazione comunale. Nell’assemblea del 25 giugno 2019, infatti, l’assessore Cerboni aveva chiesto a una persona di sua fiducia di riprenderlo, con un cellulare, durante il suo intervento, per avere prova di quanto detto. Non è chiaro, però, se, successivamente, siano stati ripresi anche altri interventi. Sta di fatto che il giudice, pur ritenendo che non si configuri una condotta antisindacale, ha stigmatizzato questo comportamento come inopportuno e da non ripetere.

Nulla da eccepire, invece, per quanto riguarda l’aver consentito l’ingresso delle telecamere di Tv9 nell’assemblea del 14 gennaio, per effettuare un servizio, anche perché nessuno, nemmeno i dipendenti o i sindacalisti presenti, pur avendo visto la telecamera, ha avuto qualcosa da obiettare. –

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