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Controlli della Capitaneria Sequestrato gazebo del bar

Ivana Agostini
Controlli della Capitaneria Sequestrato gazebo del bar

Contestate presunte irregolarità alla struttura esterna del locale di Porto Ercole Il gestore: «Avevamo messo in sicurezza. Dieci persone sono rimaste a casa»  

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Ivana Agostini

MONTE ARGENTARIO. Sequestrato, a Porto Ercole, il gazebo del Bi bar. Il sequestro è stato disposto dalla Capitaneria di porto durante una serie di controlli sul territorio argentarino.

Il locale è gestito da Claudio Fanteria dal 2013, e oggi, a stagione estiva iniziata, non può contare sulla struttura esterna che permetteva di accogliere molte persone per aperitivi e colazioni. «Tutto ha è cominciato alcuni anni fa quando la polizia municipale, dopo un controllo, contestò la copertura della piattaforma – spiega Fanteria – Una contestazione per la quale abbiamo fatto ricorso al Tar anche se quel ricorso non è mai stato discusso. Avevamo deciso di smontare la copertura a ottobre 2021 dopo il lavoro estivo».

La vicenda è precipitata dopo un controllo della Capitaneria durante le chiusure dovute al Covid in primavera. «Non so di preciso a cosa siano dovuti i controlli – spiega il gestore del bar – ma la Capitaneria ha contestato l’intera struttura. Ci hanno stoppato la concessione e sequestrato tutto la struttura esterna. Da quello che abbiamo appreso, secondo la Capitaneria non sarebbe stabile anche se noi abbiamo provveduto a mettere tutto in sicurezza. Comunque sarebbe bastato fare un controllo sulla stabilità della piattaforma invece di arrivare al sequestro», dice lui.

Il Bi bar adesso svolge la sua attività solo con quattro tavoli sul marciapiede e per di più, al sole. «Tutto questo – aggiunge lui – è avvenuto a fine marzo e da allora non abbiamo più avuto risposte sul da farsi». Il sequestro ha voluto dire lasciare a casa dieci persone. «In estate lavorano circa 13 persone, adesso – continua il gestore – siamo in tre. Stiamo aspettando che un giudice decida cosa fare ma si tratta di una corsa contro il tempo. Siamo a metà giugno. Se ci fosse concesso di riaprire dovremmo cercare personale e comunque non sarebbe facile. Di certo per noi si tratta di un danno notevole. Riusciamo a guadagnare il 10 per cento di quello che guadagnavamo lo scorso anno. La struttura chiusa, poi, per l’immagine del paese non è positiva. Essendo sotto sequestro non abbiamo potuto fare manutenzione e abbellirla come facevamo d’estate».

La chiusura del gazebo è stata oggetto di un duro attacco politico all’amministrazione guidata da Franco Borghini da parte della ex vicesindaca di Monte Argentario Priscilla Schiano, sulla sua pagina Facebook. «Nessuno dice che le situazioni irregolari non debbano essere sanate – dice Schiano – ma cerchiamo di fare le cose con il buonsenso senza danneggiare le persone che lavorano e danno lavoro. Ci sono situazioni da sistemare che risalgono a 30 anni fa. Sistemiamole ma diamo ai lavoratori la possibilità di farlo senza danneggiarli. L’amministrazione può fare molto. Non è vero che non può intervenire».

Il sindaco Borghini ribadisce che «il provvedimento non è scaturito dal Comune» e rimane in attesa che le autorità sblocchino il sequestro. —

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