Il Tirreno

Grosseto

Ritrova i documenti “partigiani” del fratello ucciso e li dona all’Anpi

ELISABETTA GIORGI
Ritrova i documenti “partigiani” del fratello ucciso e li dona all’Anpi

Lara Palazzoli, 89 anni, consegnerà la croce di guerra e l’attestato di combattente antinazista alla sezione grossetana 

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la storia

ELISABETTA GIORGI

Tra le carte di famiglia ha ritrovato dopo decenni i vecchi documenti partigiani di suo fratello e, commossa, li ha voluti donare all’Anpi di Grosseto.

Lara Palazzoli, 89 anni, ha deciso di onorare così, con un gesto spontaneo e carico di amore e significato, la memoria del fratello Elvio, giovane grossetano che il 15 giugno 1944, a soli 22 anni, fu ucciso dai tedeschi in ritirata insieme ad altri cinque compagni partigiani: Renato Ginanneschi, Paolo Santucci e Luigi Falciani di Grosseto, insieme ad Agostino Sergenti di Sinalunga e Giuseppe Cennini di Pomarance. Tutti nomi ricordati nella lapide sotto Porta Vecchia.

A 12 anni era stata proprio lei a trovare il cadavere dell’amatissimo fratello al suolo, dopo che i nazisti lo avevano ucciso e scaraventato giù dalle Mura. Un dolore impossibile da dimenticare. Quando Elvio morì «ero una bambina», ha ricordato Lara tessendo il ricordo del fratello. In famiglia si respirava tanto affetto. Abitavano tutti in via San Martino. C’erano la mamma Rosa, il babbo Leopoldo, e poi Elvio nato nel 1924, Lara nel 1932, Nilo nel 1934 e l’altra sorella Neva. Il babbo Leopoldo lavorava alla stazione di Grosseto come ferroviere, «e siccome non era fascista lo licenziarono e gli buttarono un sacco di cemento addosso. Restò invalido al 100%».

Elvio, il fratello più grande considerato un pilastro per la famiglia, era dipendente delle poste e sposò la causa della liberazione della città diventando partigiano. Giovane coraggioso, figura purissima. Sono passati 77 anni dalla sua morte e la memoria non ha mai abbandonato Lara.

Tanto più che in questi mesi sono riaffiorati alcuni documenti preziosi su Elvio, che attestano la sua appartenenza alla brigata partigiana intitolata a Vittorio Alunno, l’antifascista che veniva chiamato “Il mozzo” perché gli mancava un dito della mano sinistra.

«Queste carte, prima custodite da nostra mamma, erano finite a casa di mia sorella Neva – racconta Lara – che è venuta a mancare circa 20 anni fa ed erano passate al figlio di lei, cioè mio nipote», il quale scartabellando in questi mesi le ha riconosciute e ha chiamato subito Lara. «Zia, questi documenti è giusto che li prenda tu», le ha detto. «E io sono stata felice, perché ero convinta che fossero andate dispersi».

C’è la croce al merito di guerra, conferita dall’Esercito nel 1962 al “partigiano combattente Elvio Palazzoli in seguito ad attività partigiana”.

In un foglio c’è scritto: «Nel rimettervi l’insegna e il brevetto relativi alla croce al merito di guerra in riconoscimento dell’eroico sacrificio in guerra del vostro congiunto, Vi esprimo i sentimenti di gratitudine e il cordoglio dell’Esercito» (firmato colonnello Mario Politi).

Ma c’è pure un “libretto”, emesso dalla presidenza del consiglio dei ministri – commissione regionale toscana, che certifica il «riconoscimento della qualifica di partigiano» per Elvio Palazzoli – «figlio di Leopoldo e Filadelfi Rosa, appartenente alla Formazione Alunno di Grosseto» – il quale «è stato da questa commissione definitivamente riconosciuto come partigiano combattente con inizio dell’attività il 1° maggio 1944 e la fine il 15 giugno 1944» (data della morte). Le carte confermano l’identità di “partigiano” di Elvio e aggiungono il particolare della data di inizio della sua attività nella brigata a partire da maggio.

Lara ha deciso di donare questa preziosa testimonianza ad Anpi. Ed è un grande gesto.

La consegna avverrà in un giorno simbolico, il 15 giugno sotto Porta Vecchia, quando si commemora la Liberazione di Grosseto. «Ho deciso di donare i documenti ritrovati ad Anpi – spiega Lara Palazzoli – come gesto spontaneo di riconoscenza verso chi dà la possibilità di far capire cos’ha voluto dire liberare il nostro Paese. In particolare sono felice di consegnare le carte a chi, come il professor Giuseppe Corlito che è una persona degnissima e molto perbene, ha reso onore alla memoria di mio fratello Elvio e della mia famiglia in modo importante e del tutto sincero. Ho deciso di fare questa donazione perché credo che lui, con la sezione Anpi, se lo meriti. È per me il modo migliore per onorare la memoria di Elvio, affinché non vada mai dispersa. Adesso sono contenta, per me è un gesto fatto con il cuore. Anche i miei genitori – chiosa – avrebbero fatto così».

«Abbiamo un rapporto storico e di fiducia con la famiglia Palazzoli», commenta Corlito ringraziando Lara, e ricordando la figura di questo «giovane che si dette al sacrificio così spontaneamente facendo questa fine così feroce, con il vilipendio del cadavere. La donazione da parte della famiglia ha per noi un valore speciale». –

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