Toscana
La diagnosi e la chemio: la dura partita di mister Larini
L’allenatore del Manciano annuncia di essersi ammalato: "Mi sento un leone, il primo pensiero va alla squadra"
MANCIANO. Antonio Larini come Sinisa Mihajalovic. L’allenatore del Manciano Larini, 63 anni, dovrà sottoporsi a un percorso chemioterapico che avrà la sua fase più delicata a novembre. E, anche se il male che ora deve combattere non è esattamente lo stesso che ha colpito l’allenatore del Bologna, le similitudini sono le stesse.
Antonio Larini è uno degli allenatori più conosciuti e apprezzati della Maremma, versiliese di origine, è maremmano di adozione e in particolare da molti anni orbetellano.
Ha allenato praticamente tutte le squadre della zona sud della provincia di Grosseto; all’appello ne mancano veramente poche. E adesso stava assaporando il gusto di una nuova avvincente sfida sulla panchina del Manciano, la squadra che ha guidato alla salvezza nel campionato di prima categoria subentrando in corsa prima del lockdown e dove ha instaurato un feeling perfetto con la società biancorossa. Tanto è vero che l’intera strategia di mercato è stata concordata punto per punto con il dg Arnaldo Biondi e con il ds Riccardo Celata sulla base della scelta dei giocatori graditi a mister Larini.
Nella vita Antonio è infermiere professionale all’ospedale di Orbetello. E il fatto che effettua periodicamente alcuni controlli sanitari gli ha permesso di scoprire in tempo utile il male da sconfiggere. Antonio, infatti, non ha mai avuto alcun sintomo.
La tempestività con cui adesso si potrà intervenire dopo la diagnosi spalanca ampie possibilità di poter raggiungere la guarigione completa e questo è l’auspicio di tutti.
Larini ha voluto parlare con Il Tirreno di questa vicenda visto: rendere pubblica una questione così personale sicuramente farà sentire a Larini l’amore, l’affetto e la vicinanza dell’intera Maremma.
«Mi sento un leone – dice Laurini – e non vedo l’ora di affrontare questa delicata sfida. Vorrei iniziare già oggi il ciclo chemioterapico che mi attende, ma ci sono tempi tecnici da rispettare. Sono comunque fiducioso e consapevole di ciò che mi attende».
Toccante il racconto della scoperta della malattia. «Quando ho appreso la notizia – dice mister Larini – il mio primo pensiero è andato al Manciano calcio. Ho parlato con tutti i dirigenti, che mi hanno confermato il loro calore umano, e insieme abbiamo deciso di non proseguire il percorso calcistico durante questo periodo, nella speranza che sia un arrivederci ad appena sarà possibile per me tornare in panchina».
La voce a tratti si rompe dall’emozione ma poi torna forte e decisa, come è sempre stata. E con la stessa forza e decisione da tutti arriva un grande: «Forza Antonio, vinci questa sfida e torna ad assaporare il mondo del calcio che ha voglia di raccontare e commentare ancora tante tue avventure calcistiche». —
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