Sicurezza
«Vendeva alla stazione cocaina e hashish» Patteggia quattro anni
follonica. I carabinieri si erano appostati nelle vicinanze della stazione ferroviaria e avevano documentato tutto, scattando decine di fotografie. E poi contattando uno a uno i clienti dell’attività di spaccio, che avevano confermato e riconosciuto chi aveva venduto loro cocaina e hashish, sia qui sia in altre zone della città. Ventuno i clienti in quella zona, ma 38 quelli complessivamente individuati dai carabinieri e dalla guardia di finanza, tra il 2017 e il 2020, alcuni dei quali avevano effettuato decine di acquisti: uno anche 150 volte.
Per questo complesso di attività di spaccio, El Yazid Jarmouni, 27 anni, nazionalità marocchina, regolare permesso di soggiorno, assistito dall’avvocato Massimo Landi, ha patteggiato quattro anni, quattro mesi e 18mila euro di multa all’udienza preliminare con il giudice Marco Mezzaluna, che ha applicato anche l’interdizione per tre anni dai pubblici uffici; e ha disposto anche la distruzione della droga sequestrata.
Jarmouni, detenuto, tra l’altro coinvolto anche in un’altra inchiesta, ha assistito all’udienza. Era stato ritenuto autore di un’attività piuttosto fiorente e comunque di rilevante entità che aveva come base i dintorni della stazione ferroviaria, dal dicembre 2017. Ma, dal 2020, i luoghi dello spaccio sarebbero stati anche altri: gli scogli di Senzuno e l’interno dell’ex Ilva, ad esempio.
Per quanto riguarda la zona della stazione ferroviaria, i militari avevano notato nel corso degli appostamenti alcuni strani movimenti compiuti sia da Jarmouni sia da altri (ben conosciuti dai carabinieri perché assuntori di sostanze stupefacenti o anche pregiudicati) intorno a una siepe nelle vicinanze. In un’occasione del 2018 il giovane straniero era stato visto mentre cercava di disfarsi in tutta fretta di qualcosa alla vista di una pattuglia. Uno dei clienti aveva poi spiegato ai carabinieri che gli incontri e gli scambi avvenivano spesso nel sottopassaggio della ferrovia, dopo contatti telefonici. Altri spunti erano giunti da un’inchiesta parallela in merito a una rapina. E la guardia di finanza aveva poi portato il proprio contributo alla ricostruzione della rete in città e alle responsabilità da attribuire a Jarmouni.
Il quale nell’ottobre scorso era stato arrestato, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare. — P.S.
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