Sicurezza
Secondi in Italia per incidenza dei casi
Allarme del matematico Sebastiani. Ad Arcidosso altri 12 positivi «ma focolaio circoscritto», oggi screening allo stadio
Francesca Ferri
grosseto. L’aumento di contagi fa schizzare la provincia di Grosseto al secondo posto in Italia, dopo Enna e prima di Brindisi, per incidenza di casi di Covid-19. Nell’ultima settimana siamo a 53 casi ogni 100mila abitanti, in preoccupante controtendenza rispetto al resto dell’Italia, dove si è a 26 casi ogni 100mila, dato che rende l’Italia secondo miglior Paese dell’Ue.
L’allarme lo lancia il matematico Giovanni Sebastiani dell’Istituto per le applicazioni del calcolo “Mauro Picone” del Cnr-Iac. Che mette in guardia anche dal calo di tamponi.
In provincia di Grosseto, in realtà, negli ultimi sette giorni si sono fatti 202 tamponi in più rispetto ai sette giorni precedenti (3.082 contro 2.880). Resta, ad ogni modo, alto il numero di contagiati, dovuto principalmente al focolaio scoppiato ad Arcidosso tra i braccianti bengalesi.
Anche ieri l’Asl ha registrato nel comune amiatino nuovi casi, 12 in tutto, che sono emersi tra le persone in quarantena. Con questi salgono a 61 i casi totali nel comune.
Ieri in prefettura si è tenuto un incontro di coordinamento e verifica per contenere il focolaio. Hanno partecipato i comandi dei carabinieri, della finanza, il questore, l’Asl, la Provincia e i sindaci di Arcidosso e di Castel del Piano (altro comune dove abitano alcuni braccianti).
«I nuovi casi registrati – spiega il sindaco di Arcidosso, Jacopo Marini – si riferiscono tutti a conviventi di casi noti e dimostrano quindi che il fenomeno virale è circoscritto e ben individuato. Sono stati eseguiti numerosi tamponi, cosa questa che, se da una parte ha fatto aumentare il numero di positivi, dall’altra ha evidenziato che si tratta di casi circoscrivibili allo stesso focolaio».
Confortante anche il fatto che le quarantene e gli isolamenti vengono rispettati, come dimostrano i controlli dei carabinieri e della municipale. La media è di 70/80 persone verificate al giorno.
«Tutte le persone sono risultate in regola – dice Marini – e quelle controllate in paese, in particolare sui pulmini (che portano i braccianti al lavoro), non avevano ricevuto un provvedimento di quarantena. È evidente che non bisogna abbassare la guardia. Ovviamente questi numeri continuano a preoccuparci, ma riscontro anche che le nostre raccomandazioni sul rispetto delle norme vengono assolutamente rispettate, cosa che ci fa ben sperare. Per questi motivi, insieme alla Regione e alla Prefettura è stato deciso di non istituire la zona rossa».
Marini ha anche parlato ai concittadini in un videomessaggio su Facebook, nel quale ha anche ringraziato l’Asl.
Oggi, inoltre, si terrà un secondo screening, dopo quello di sabato scorso, allo stadio comunale di Arcidosso, rivolto nuovamente alla comunità dei braccianti agricoli residenti non solo ad Arcidosso ma anche di Castel del Piano, e che coinvolgerà chi sabato non aveva fatto il test.
Ieri, intanto, oltre ai 12 nuovi casi ad Arcidosso se ne sono registrati anche dieci a Grosseto, uno a Massa Marittima e due a Scansano. In tutto, dunque, 25 casi su 452 tamponi.
Immutata la situazione nei reparti Covid (18 ricoverati in malattie infettive, cinque in terapia intensiva), 15 i guariti. In quarantena ci sono 440 persone. —
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