Attenzione
Per 22 giorni niente ritiro dei rifiuti a casa
Positiva al Covid insieme al figlio, ha dovuto mettere i sacchi in terrazza «perché Sei Toscana non passava»
GROSSETO. Per 22 giorni ha dovuto tenersi la spazzatura in casa, senza che Sei Toscana sia andata a ritirargliela una sola volta.
Positiva al Covid insieme al figlio piccolo, reclusa in isolamento a casa insieme a lui, adesso anche infuriata per il disservizio, la grossetana Teresa Montella, 46 anni, racconta di aver fatto diverse segnalazioni («mi hanno persino attaccato in faccia»), perché qualcuno passasse a prendere i sacchi di sporcizia che stava accumulando in cucina e iniziavano a “fermentare”.
«Dal 21 maggio – racconta – sono stata scoperta positiva insieme a mio figlio di 9 anni e quindi tutti e due siamo chiusi qua dentro. Non vi lascio immaginare lo sconforto e la tristezza ma va bene, l’importante è star bene».
Chi è rimasto contagiato ed è chiuso a casa sa bene di cosa si parli. A parte il malessere di chi ha i sintomi, anche per chi è asintomatico c’è tutto il disagio che l’isolamento domiciliare comporta. Non puoi vedere nessuno, non puoi uscire, non puoi fare la spesa né buttare la spazzatura. Per la sporcizia domestica c’è il servizio di Sei. L’azienda, una volta ricevuto dal Comune il nominativo dell’utente positivo, gli suona a casa (avvertendolo per telefono) e ritira i sacchi lasciati sul pianerottolo. Ecco. «In 22 giorni in isolamento, l’azienda non è mai passata a ritirare niente a casa mia – dice Montella – e non ho mai ricevuto una sola chiamata. Perciò sono stata costretta a fare diverse segnalazioni l’ultima delle quali in questi giorni quando l’operatore, non appena ha capito che ero io, mi ha gentilmente attaccato il telefono in faccia e ha azionato la segreteria. “La segnalazione l’ha già fatta”, mi ha detto e ha buttato giù. Eppure il servizio Tari lo paghiamo e profumatamente. Penso a tutte quelle persone anziane e sole lasciate così, senz’alcun aiuto». Non sapendo come fare, a Teresa non è rimasto che depositare tutti i sacconi carichi di immondizia in terrazza, uno spazio «che io avrei sfruttato volentieri per prendere aria col bimbo, magari giocando o prendendo il sole, mangiando e cenando all’aria aperta, e invece questa terrazza l’ho dovuta adibire a discarica appoggiandoci la spazzatura. Se non avessi avuto la terrazza avrei dovuto tenermi tutto in casa, con gli odori di putrefazione. Ma la cosa bella, si fa per dire, è che nel palazzo c’è un’altra famiglia positiva al Covid e da questa l’immondizia viene regolarmente ritirata. Ho visto più volte gli operai passare a casa loro e non da me, che pure sto a fianco».
Pare che Sei non avesse il nominativo di Montella in elenco (perlomeno così è stato detto alla signora) e allora c’è da capire se non sia stato comunicato dal Comune a Sei o cos’altro non abbia funzionato. Anche perché non sembra l’unico caso. Presa dall’esasperazione alla fine la donna ha “sfruttato” una delle occasioni in cui gli operai erano andati dalla vicina: «Li ho chiamati dalla finestra e li ho praticamente costretti a salire anche da me, a prendere i sacchi nel pianerottolo. Solo così me ne sono liberata. Ora ho l’invasione delle formiche in terrazza. Il nostro sindaco, che è sempre impegnato a farsi i selfie, mi manda qualcuno a pulire? Grazie! ». –
El. Gi.
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