Il Tirreno

Grosseto

CHIAVETTA CANDIDATO SINDACO 

Ex Sitoco, cosa farne? «Un polo tecnologico o anche una Cinecittà»

I.A.

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orbetello. Da polo tecnologico, a centro fieristico per la valorizzazione dell’agroalimentare, passando per una Cinecittà in Laguna, a giardino botanico e stazione per la mobilità dolce.

Secondo Mario Chiavetta, candidato alla poltrona di sindaco alle prossime amministrative, Ida Landsberg e Andrea Monticelli, esponenti del Pd lagunare, questo dovrebbe essere il futuro della ex Sitoco. Per la compagine che sostiene Chiavetta, da troppo tempo la questione della ex Sitoco è in stallo. Per il candidato sindaco e i suoi sostenitori la bonifica dell’area è prioritaria. «Il sito, e non solo i capitali per la bonifica, dovrà essere pubblico o quanto meno con una forte presenza pubblica – dicono Chiavetta, Landsberg e Monticelli – Basta con le perdite di tempo in attesa di garantire una fetta di speculazioni immobiliari. La Sitoco dovrà ospitare un polo tecnologico, che abbia la capacità di attirare gli interessi e i capitali pubblici e privati. Un motore abilitante per le politiche attive del lavoro, soprattutto per le cosiddette professioni emergenti a partire dalla salvaguardia delle produzioni alimentari sostenibili con particolare attenzione all’acquacoltura e alla gestione lagunare (alghe e batteri). I science centre, molto diffusi in tutto il mondo, sono luoghi di visita, educazione e alfabetizzazione scientifica».

Secondo Chiavetta e chi lo sostiene è necessario valorizzare le eccellenze enogastronomiche del territorio e i prodotti locali. «Il cibo è una risorsa – dicono – e questo è un punto da cui partire anche per far crescere e dare una sede prestigiosa a una manifestazione come Gustatus e renderla una fiera che si possa rivolgere oltreché al pubblico, agli operatori economici del settore. Pensiamo a una “vetrina dell’eccellenza enogastronomica” dove le aziende commerciali potranno acquistare e dove le aziende produttrici possano esporre i loro prodotti». Ma ci sarebbero anche opportunità. «L’ex stabilimento, una volta bonificato – sostengono – potrebbe ospitare dei veri e propri studi cinematografici e in collaborazione con la Toscana Film Commission». E dentro lo stabilimento che una volta produceva concimi chimici «potrebbe nascere un giardino botanico, inoltre, la sua vicinanza con la stazione ferroviaria potrebbe far diventare la ex Sitoco un punto di partenza per tour che incentivino la mobilità lenta treno, bici, battello elettrico e ancora bici». — I.A.

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