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«Presenze ridotte, costretti a chiudere»

Alfredo Faetti
«Presenze ridotte, costretti a chiudere»

Il chiosco a ridosso di Cala Violina vede diminuire le entrate Gemma Ionata gestisce da cinque anni l’attività estiva

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Alfredo Faetti

scarlino. Continua a tenere banco il contingentamento di Cala Violina. Ma questa volta a farsi sentire non sono i bagnanti, ma le piccole realtà produttive che orbitano attorno alla gemma costiera di Scarlino.

«Si parla molto dell’aspetto ambientale, ma mai di quello economico – dice Gemma Ionata, titolare del chiosco allestito a due passi dalla spiaggia – Con le poche persone che vediamo quest’anno saremo costretti a chiudere». Questo 2021 doveva essere il quinto anno per il “Chiosco Ambulante”, la ditta che si è aggiudicata la gestione della struttura attraverso un bando pubblico indetto a suo tempo. «Per poter portare avanti l’attività abbiamo acquistato anche un camion per trasportare la merce e scaricarla direttamente al chiosco – prosegue Ionata – Questo per far capire come abbiamo puntato su questa realtà» .

Del resto, nei quattro anni passati il lavoro marciava a passo svelto, assicura l’imprenditrice, grazie alle molte persone che arrivavano quotidianamente a Cala Violina. Ma con l’introduzione del contingentamento, scandito tra l’obbligo di prenotazione e l’impossibilità di superare le 900 persone, questi flusso di bagnanti si è interrotto bruscamente. «In queste mattine riusciamo a fare soltanto qualche caffè – continua Ionata – Così è impossibile andare avanti. La prenotazione è già un disincentivo per i bagnanti, che si spostano in altre zone. Noi abbiamo sempre lavorato con quattro persone nel chiosco e i nostri fornitori sono tutti del territorio – prosegue la donna – Ora però tutto questo lavoro andrà necessariamente perso, sia per noi sia per i fornitori».

Il numero chiuso a Cala Violina insomma – inserito per tutelare quest’area di grande prestigio – ha cambiato le dinamiche che tradizionalmente caratterizzano queste campagne tra Scarlino e Pian d’Alma. «I ristoranti della zona hanno meno clienti del solito – spiega Ionata – e anche il piccolo baracchino che vende frutta e verdura all’inizio della strada che porta al parcheggio è sempre chiuso».

C’è anche la ditta che vende i gelati ambulanti a ritrovarsi in una situazione precaria. Esattamente come per il chiosco, anche i gelatai hanno partecipando ad un bando pubblico per aggiudicarsi il servizio, che impegna già di per sé diverse migliaia di euro. In entrambi i casi, i bandi prevedevano determinati criteri, non solo a carico delle ditte ma anche delineando i confini entro cui le attività potevano essere svolte. Confini che, con il contingentamento, sono cambiati, mettendo in difficoltà queste piccole realtà imprenditoriali che ruotano attorno a Cala Violina. «Negli scorsi anni in questo periodo c’era già molta gente, anche con il cielo nuvoloso – conclude Ionata – È chiaro che ad aver bloccato il flusso di bagnanti è stata la decisione di inserire la prenotazione». —

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