Sicurezza
Risse, ubriachi, viaggi a scrocco Tiemme chiama i carabinieri
Tre interventi dell’Arma in pochi giorni sugli autobus di linea per vari episodi A Gavorrano parapiglia a bordo, ad Albinia passeggero aggredisce il conducente
Gabriele Baldanzi
GROSSETO. Il bus scambiato per un ring, l’egiziano che fa il “portoghese”, l’ubriaco che si sbronza e infastidisce gli altri passeggeri. Sono gli ultimi tre episodi di cronaca accaduti in Maremma, sempre nella stesso posto: il pullman. Con il povero autista che, a seconda dei casi, è costretto a trasformarsi in paciere, psicologo o gendarme. Sia l’azienda Tiemme che i sindacati di settore, ieri sera, sono tornati a far sentire la propria voce, perché ormai – sempre più spesso – al momento della verifica dei titoli di viaggio (ma non solo), nascono i problemi.
egiziano “portoghese”
Il primo fattaccio è accaduto ad Albinia, un paio di giorni fa. Un giovane ambulante egiziano è stato denunciato dai carabinieri per violenza nei confronti dell’autista, in questo caso incaricato di svolgere un pubblico servizio, e per le violazioni commesse nell’ambito della disciplina sull’immigrazione. La colpa del conducente del bus è stata quella di aver chiesto all’uomo se fosse in possesso del biglietto. Il mezzo era fermo al capolinea; il ragazzo si è rifiutato di pagare e ha reagito in modo violento, costringendo l’autista a scendere, allontanarsi e chiamare i carabinieri. Arrivati sul posto in cinque minuti, i militari hanno condotto il ragazzo in caserma. È risultato irregolare e privo di documenti. Nei suoi confronti è scattato l’iter finalizzato all’espulsione. Sulla testa anche il reato di interruzione di pubblico servizio.
Il bus non è un ring
Non è ancora chiaro, invece, quale sia il motivo che lunedì, a Gavorrano, ha scatenato un parapiglia su un mezzo Tiemme che collega il paese con la costa. Anche in questo caso l’autista ha chiesto l’intervento dei carabinieri, dal momento che la situazione, molto animata, vedeva coinvolte ben cinque persone. I carabinieri sono riusciti a placare gli animi e identificare i contendenti, due stranieri e tre italiani, che avevano ingaggiato la lite. In questo caso era presente un sistema di videosorveglianza interno, le cui registrazioni sono state acquisite dai militari.
Ubriaco e molesto
Infine una storia ambientata a Grosseto, su un bus di linea. Qui un uomo visibilmente ubriaco, che nascondeva anche una bottiglia sotto gli indumenti, ha iniziato a infastidire e spaventare gli altri passeggeri, tra cui diversi anziani. Necessario l’intervento delle forze dell’ordine e lo sgombero del bus. E mentre le altre persone cambiavano mezzo per proseguire la corsa, l’uomo veniva reso inoffensivo grazie anche al personale sanitario.
La tiemme
Sui tre episodi c’è stata, nella tarda serata di ieri, la presa di posizione dei vertici di Tiemme. «Da tempo abbiamo intrapreso una costante collaborazione con le forze dell’ordine – si legge in una nota – e il loro intervento, quando attivato, avviene sempre a tutela della sicurezza e del trasporto pubblico». L’azienda precisa che, a scopo preventivo, le telecamere per la videosorveglianza di bordo sono presenti sulla maggior parte dei mezzi della flotta, «ma per motivi di privacy le immagini raccolte vengono ricavate e fornite solo in caso di richieste specifiche da parte degli inquirenti».
La voce del sindacato
«C’è una parte dell’utenza, minoritaria ma non marginale – spiega Paolo Masserizzi, autista e portavoce sindacale della sigla Faisa – che ha una concezione del mezzo pubblico molto discutibile: il bus è considerato zona franca, dove è possibile fare tutto. Non è così. Stiamo provando in ogni modo a invertire questa percezione. Il problema degli stranieri esiste ed è sentito, ma non sono gli unici. Episodi come quelli degli ultimi giorni fanno notizia perché ravvicinati, ma accade anche di peggio. Venti giorni fa è stato aggredito un collega sulla linea Massa – Follonica e ogni giorno alcuni di noi sono costretti a fronteggiare danni, vessazioni, atteggiamenti strafottenti di dileggio. Negli ultimi anni questo problema è stato affrontato da aziende e istituzioni: le telecamere sono di grande aiuto e le forze dell’ordine sanno che quando chiamiamo è perché c’è davvero bisogno del loro intervento». —
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