Il Tirreno

Grosseto

il caso 

Allergica al lattice «Per me ancora niente vaccino Un diritto negato»

Francesca Ferri

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grosseto. Continuano ad arrivare segnalazioni sulle difficoltà di accedere al percorso di vaccinazione anti-Covid protetta, dedicato a chi ha avuto degli choc anafilattici, e che prevede la somministrazione in ospedale con monitoraggio dei parametri vitali e rianimazione a disposizione, nel caso ve ne sia bisogno. Un percorso che spetta al medico di base segnalare all’Asl, ma che non è così lineare.

Dopo i casi di due donne di 52 e 61 anni, una in attesa da febbraio e l’altra da metà maggio, ieri ha scritto al Tirreno una signora, Tiziana, di 65 anni.

«Sono gravemente allergica al lattice – scrive –. In passato, ho già subito due choc anafilattici, uno di questi molto grave. Per questo motivo, non posso avvalermi di un iter ordinario per la vaccinazione anti-Covid. Il mio medico di famiglia ha già provveduto a contattare via mail l’Usl Toscana sud est, al fine di inserirmi in una lista destinata a chi, come me, deve accedere al percorso in ambiente protetto. Ho, inoltre, contattato il Pronto soccorso di Grosseto per prendere informazioni in merito alle tempistiche. Purtroppo, dal personale ho appreso che quel tipo particolare di vaccinazione è addirittura ferma alla fascia di età degli ultrottantenni».

Questo significa tempi di attesa ancora lunghi. E ora che essere vaccinati significa guadagnarsi un lasciapassare per spostamenti e altre attività, l’urgenza non è ancora più forte.

«Ritengo si tratti di un inaccettabile ritardo nella fornitura di un servizio pubblico – dice la signora – ai danni di chi vorrebbe tutelare se stesso e gli altri, ma viene discriminato in quanto fragile. Per tutte le attività per le quali il regolamento prevede o prevederà di esibire il green pass, come per esempio alcuni spostamenti, io risulto limitata nella mia libertà, ma non per mia volontà. In alternativa, il tampone da associare ad ognuna di esse si rivela un sovrapprezzo ingiustamente oneroso. Per ovviare a questa disparità di trattamento, il servizio sanitario dovrebbe, almeno, mettere me e chi soffre della mia patologia, alquanto diffusa, nella condizione di eseguire tamponi gratuitamente, in attesa di poter procedere con la profilassi».

E tuttavia proprio ieri ha ricevuto la conferma della prenotazione la signora di 61 anni che due giorni fa si era rivolta al Tirreno per segnalare che da metà maggio ancora non aveva notizie della sua prenotazione. «Proprio cinque minuti fa mi hanno mandato un messaggio di conferma per il 10 giugno alle 8,45 all’ospedale», spiegava ieri pomeriggio. —

Francesca Ferri

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