Sicurezza
Pizzuti punta ai moderati: "Diciamo no ai populismi"
Il medico candidato sindaco del Polo liberale e riformista si presenta. L’obiettivo della coalizione è portare Vivarelli Colonna al ballottaggio
GROSSETO. L’obiettivo sono gli elettori moderati che non si riconoscono «nei due diversi populismi su cui si sono schiacciati gli altri due schieramenti», dice Valerio Pizzuti, 69 anni, riferendosi all’alleanza Pd - M5s che vede candidato Leonardo Culicchi e il centrodestra a trazione Lega e Fratelli d’Italia che corre per la conferma di Antonfrancesco Vivarelli Colonna. Pizzuti – conosciutissimo medico, ex responsabile del reparto di urologia al Misericordia, da sempre con la passione attiva per la politica – vuole mettersi in una posizione diversa rispetto agli altri candidati. Lui mira al centro. «Lo spirito della nostra democrazia è nato dall’unione dei liberali e dei riformisti con i socialisti», dice ed è proprio nella ricorsa a questi valori che ha deciso di candidarsi a sindaco.
Pizzuti arriva nella sede del Psi grossetano con le idee chiare su cosa dire per presentarsi come candidato sindaco di Grosseto per il Polo liberale e riformista, formato dai socialisti, Italia Viva e Azione. «Negli ultimi due decenni la politica si è divisa in un bipartitismo governato da qualunquismo e ideologia – dice – il che ha impedito una corretta analisi della società che muta, di guardare cosa succede e di modificarlo a seconda dei bisogni correnti. La democrazia si è trasformata in demagogia». Al centro, invece, «ritrovo lo spirito liberale e cattolico, origine della nostra democrazia».
L’obiettivo dichiarato del polo è quello di portare Vivarelli Colonna al ballottaggio, con la convinzione che la nascita di questa nuova realtà politica non faccia che aumentare le possibilità in questa direzione. «Antonfrancesco Vivarelli Colonna interpreta un populismo egocentrico che anche Salvini ha abbandonato, mentre il Pd locale cerca di annettere i vertici di un M5s ormai finito, così finito che questa operazione di annessione potrebbe essere letta anche all’inverso – si legge nella nota congiunta delle tre segreterie: Francesco Giorgi (Psi), Diego Tosi (Italia Viva) e Francesco Grassi (Azione) – Entrambi gli schieramenti non danno una vera prospettiva ai cittadini e rappresentano l’esempio di una deriva della politica degli ultimi tempi». Il punto di riferimento per il polo, continua la nota, è il governo Draghi: «Il “riformismo dal basso” che si unisce al “riformismo di governo” è oggi possibile. L’uno è utile all’altro. Sono le due spinte indispensabile per Grosseto».
In attesa che il programma sia delineato, sono state poste delle priorità: infrastrutture, giovani, sanità, frazioni. «Marina e Principina sono emblematiche – dicono le tre segreterie – per le disconnessioni delle strade, per gli ingombri di rifiuti, per i giardini abbandonati. Il turista viene accolto dal degrado e dalle tariffe sempre più care. Una corsa a respingere e non ad accogliere».
Ma il polo sta lavorando anche negli altri comuni della provincia chiamati alle amministrative, sebbene il panorama sia piuttosto variegato. A Castiglione della Pescaia è già stata annunciata la corsa solitaria del polo, a Orbetello è arrivato il sostegno insieme a Pd e M5s per Mario Chiavetta. «Per gli altri Comuni stiamo ancora lavorando, ma siamo contenti dei compagni di strada che abbiamo trovato fino ad oggi – dice Giorgi – Ora dovremmo chiudere alcune partite, ma sono fiducioso». —
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