Gioco
«Salute mentale, gravi carenze sui servizi situazione intollerabile»
ORBEtELLO. «Finalmente, dopo tanto tempo un incontro in presenza – all’aperto e in sicurezza – tra rappresentanti di Associazione Oasi, Cittadinanzattiva toscana e gruppi Ama famiglie di Orbetello, di Manciano e di Porto Santo Stefano, per dare voce al grido di dolore di chi sta soffrendo da tempo della grave carenza dei servizi di salute mentale nelle Colline dell’Albegna».
Lo scrivono, in una nota congiunta, le stesse associazioni spiegando come «i servizi essenziali non ci siano più. L’assistenza e il supporto psicologico sono negati anche in situazioni di evidente pericolo. I gruppi di “auto mutuo aiuto”, che sarebbero di grande sostegno, sono stati soppressi. I telefoni non rispondono mai. I pazienti cronici sono “dimenticati” nei poderi più sperduti. I familiari e gli stessi pazienti non vengono trattati come “persone” con il conseguente dovuto rispetto, e purtroppo si potrebbe continuare. L’emergenza, se è vera emergenza, non può e non deve durare sempre e si dovrebbe sapere – tutti (sottolineano i firmatari della nota) – che la pandemia ha aumentato il bisogno di socializzazione. Il servizio di salute mentale dovrebbe saperlo ancora di più potenziando l’offerta. Una situazione davvero intollerabile è quella dei familiari che, se anche li chiamiamo “care givers”, rimangono comunque le persone sulle quali – in grande solitudine – grava sempre più tutto il peso del disagio, senza trovare né supporto né ascolto nel personale sanitario preposto. Molto spesso, troppo spesso, proprio su questi cittadini, già fragili per il disagio familiare che vivono quotidianamente, cala anche l’abbandono dei servizi territoriali sui quali dovrebbero invece poter contare. Se è ancora vero che esiste una sanità pubblica e che il diritto alla salute è sancito dalla nostra Costituzione, i cittadini che hanno bisogno e che possono permetterselo devono ricorrere alla sanità privata, ma gli altri che possono fare? E poi la beffa: a quelli che ricorrono al privato viene negato anche il rinnovo del piano terapeutico da parte di chi ce li ha in cura. C’è da chiedersi cosa vuol dire “prendere in cura o prendere in carico”? Tutto ciò non può essere tollerato. Di questo hanno discusso i cittadini che si sono riuniti e che stanno preparando un incontro con le istituzioni a cui chiederanno spiegazioni sulla situazione e offriranno collaborazione per arrivare un’immediata correzione di “governance”». —
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