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Controllo a un ambulante Scoppia il caso in centro

F.F.
Controllo a un ambulante Scoppia il caso in centro

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grosseto. Un controllo documenti si trasforma in un episodio di cronaca con una decina di cittadini che prendono le difese di un venditore ambulante e finiscono per rischiare una denuncia penale per interruzione di pubblico servizio.

È successo a Grosseto nel primo pomeriggio di sabato quando, all’incrocio tra via dell’Unione e via Colombo tre pattuglie della Municipale e agenti della Digos incrociano un ambulante senegalese, volto conosciuto in città dove vive vendendo la sua modesta mercanzia: fazzoletti da naso, braccialettini, accendini e poco altro.

Alla richiesta degli agenti di mostrare i documenti, l’uomo ha avuto una reazione apparentemente di panico. Ha cominciato a piangere e a urlare, gridando di sentirsi perseguitato per i controlli.

Il trambusto ha attirato l’attenzione di passanti, commercianti e abitanti della zona. Più d’uno è sceso in strada a sincerarsi di cosa stesse accadendo, anche perché dai piani alti delle case non era possibile identificare subito degli agenti in borghese negli uomini che stavano avvicinando l’ambulante. E a giudicare dall’agitazione dell’ambulante qualcuno ha temuto il peggio.

Un abitante ha anche ripreso la scena con il telefonino. Perché, anche una volta appurato che si trattava di un controllo delle forze dell’ordine, ad alcuni l’intervento è apparso sproporzionato.

«Era disperato, piangeva e urlava, sembrava disorientato – dice Andrea Mersi, abitante della zona e autore del video – Ho cercato di calmarlo, sembrava si sentisse male. Gli ho offerto dell’acqua e ho anche chiamato un’ambulanza».

Non è chiaro se l’uomo possa soffrire di qualche forma di fragilità emotiva che lo ha fatto sentire vulnerabile.

Altri a riferiscono che all’inizio si è rifiutato di mostrare i documenti perché non aveva con sé la carta d’identità. E forse la paura di non avere il documento da mostrare lo ha gettato nella disperazione. Aveva però la tessera sanitaria e con quella è stato identificato. È stato poi accompagnato al comando per un ulteriore controllo. A quanto pare non avrebbe la licenza di vendita.

«Ma per carità – sbotta Mersi – qua è pieno di spacciatori e non si è mai visto un dispiegamento di forze così. Se la prendono con un pover’uomo che non fa male a nessuno».

Difende invece l’operato degli agenti della Municipale l’assessore Fausto Turbanti: «Nessuno mette in dubbio che quell’uomo sia una brava persona, ma il commercio ha delle regole e, se vendi, devi avere la licenza». Prima di essere accompagnato via, l’uomo è stato rifocillato grazie ai presenti e ad alcuni commercianti.

La vicenda però non finisce qui. L’interessamento della gente verso l’uomo, le domande e la ripresa video, poi finita su Facebook, sono stati ritenuti dagli agenti un ostacolo al controllo. «Ci hanno preso le generalità e ci hanno detto che ci vogliono denunciare per interruzione di pubblico servizio», dice Mersi. — F.F.

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