Gioco
Centinaia di sacchi pieni di potature Arrivano i turisti, la pulizia “aspetta”
Principina a mare: a bordo strada mucchi di sfalci non rimossi. E giovani pini messi a dimora a fianco a quelli pericolanti
PRINCIPINA A MARE. Arrivano i primi turisti e Principina a mare dà loro il benvenuto con decine e decine di sacchi della spazzatura pieni di sfalci, sparsi per tutta la frazione. Riempiti dai privati dopo le pulizie primaverili e sistemati per strada, “aspettano” di essere portati via «in alcuni casi anche da un paio di mesi» (dicono alcuni residenti), mentre in altri casi pare da una decina di giorni, un paio di settimane circa.
Li troviamo vicino ai cassonetti, davanti ai cancelli, in mezzo alle aiuole, di fronte alla chiesa. Alle 10 di ieri la situazione era tale in viale Tirreno, via dell’Orata, via del Pesceluna, via dell’Anguilla, via della Medusa e in molte altre zone.
Per quanto ancora? Si spera poco, auspica qualcuno. Certo è che «da mesi ci troviamo queste montagne di roba vicino casa – dice Patrizia Fanfani, una gentile signora arrivata da Firenze e che abita in appartamento in via dell’Anguilla – La situazione è così da aprile/maggio, più o meno. La gente ha fatto pulizia ma nessuno è venuto a prendere nulla. Era stato detto di mettere le potature nei sacchi e appoggiarle vicino ai secchi e così è stato fatto, poi sarebbero passati a ritirarli e invece niente». La signora, che dice d’essere alta un metro e 60, si piazza accanto a quelle colline di natura morta per far capire le proporzioni; i mucchi sono alla sua altezza, se non più alti in alcuni punti. Ma sopratutto sono estesi lungo un bel tratto di strada.
La situazione non cambia in un altro punto di via dell’Anguilla. Uscendo lungo via della Sogliola c’è un’altra distesa, così come in via del Pesceluna a fianco della chiesa di Santa Teresa di Lisieux. E in via dell’Orata: decine di sacchi ammucchiati dai privati, all’altezza di più numeri civici. «Noi siamo qui da dieci giorni – dice una famiglia – e già c’erano, speriamo che arrivi presto qualcuno a levarli di qua». Anche nel viale principale, procedendo verso il mare in zona ristorante, la storia è la stessa: i bidoni sono un ricettacolo di «natura morta», dice un passante con una smorfia indicando la roba a terra «da otto-dieci giorni circa». La frazione ormai è abitata.
Altro punto: a Principina sono stati messi a dimora giovani pini. Li si nota subito dopo aver svoltato dalla Trappola e aver imboccato viale del delfino, che poi diventa viale Tirreno: piccole piante sorgono in sequenza e accompagnano il percorso fino al mare. Sono esemplari giovani e sani, belli da vedere. Accanto al ristorante verso il piazzale (ma non solo qua), questi nuovi alberelli sorgono accanto a pini pericolanti, e rami crollati da un bel po’ di tempo. «Ma perché continuano a piantare pini – tuona una residente – se poi li si tengono in questo stato? Oltretutto sono piantati a bordo strada quando sappiamo che con le radici danneggiano l’asfalto. Nel viale Tirreno moltissimi pini – prosegue la signora – sono piegati verso la strada e protendono i loro rami tutti rinseccoliti e pericolanti sopra la ciclabile, e anche sopra la strada. Purtroppo spesso in Italia ci accorgiamo dei danni soltanto quando sono fatti - dice la residente - Ed è inutile piantare piante nuove in un “giardino” secco di cui non si ha cura». – Elisabetta Giorgi
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