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castiglione della pescaia 

Sorpresa per i subacquei compare il calamaro gigante

Enrico Giovannelli
Sorpresa per i subacquei compare il calamaro gigante

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Non credevano ai loro occhi i subacquei del Sestane Diving, partiti da Castiglione della Pescaia, che qualche giorno fa hanno immortalato nel fondale delle Formiche, gli isolotti a metà strada con l’isola del Giglio, una teca ovarica di calamaro gigante.

A immortalare la scena con foto e video, dopo aver intercettato e avvistato un calamaro gigante sono stati Marco Savarelli e Marco Veicoli, accompagnati da Daniele Cerri del Sestante Diving, che fa appunto base nel porto castiglionese.

«È stato un avvistamento raro – ha spiegato Cerri – e soprattutto di forte interesse biologico: è tutto grazie alla qualità delle acque del mare. È stata un’emozione unica». Oltre al calamaro gigante e la teca ovarica, è stato avvistato anche del corallo nero, presente in pochi punti del mar Mediterraneo.

Quanto si è potuto osservare finirà nel rapporto del protocollo “Megateca” che si occupa di avere le informazioni e la descrizione di grandi masse ovariche gelatinose (teche), che possono raggiungere anche un metro di diametro, ascrivibili a cefalopodi (probabilmente grandi totani) e che coinvolge i numerosi subacquei in grado di contribuire alle conoscenze sulla biologia di questi organismi.

L’osservazione di masse gelatinose contenenti uova fecondate si stanno facendo sempre più frequenti, come dimostrato dalla segnalazione del Sestante Diving alle Formiche.

Casi analoghi di avvistamenti sono stati segnalati in Norvegia, Svezia, Nuova Zelanda, Croazia e in Italia. In passato gli avvistamenti più famosi sono stati quelli di Portofino nel 2010, a Punta Campanella nel 2011 (e 2017), a Calafuria (Livorno) e sempre alle Formiche di Grosseto quattro anni fa. È una rete di lavoro che coinvolge diversi istituti di ricerca e i subacquei che ogni giorno osservano i fondali marini. Il protocollo prevede la raccolta di informazioni fotografiche il più possibile dettagliate e di annotare informazioni sulla profondità, temperatura, corrente e habitat di ritrovamento, compilando una scheda specifica. La cosa più importante è conoscere la diffusione e l’estensione del fenomeno degli avvistamenti; più difficile risulta invece individuare di quale specie di totano si tratti, visto che in Italia sono state censite oltre 20 specie di totani e calamari e solo la raccolta di un campione ben conservato permetterebbe l’identificazione della specie. –

Enrico Giovannelli

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