Sicurezza
Lo Spi Cgil si rivolge a Asl e Coeso «Riaprite i centri diurni per chi è malato di Alzheimer»
grosseto. Il 27 maggio si è riunito il comitato direttivo dello Spi Cgil di Grosseto che ha approvato il bilancio consuntivo 2020, e si è poi confrontato con il segretario generale della Camera del lavoro Andrea Feretti.
Le riflessioni sono partite dalla sicurezza sul lavoro anche alla luce del recente incidente in cui a Castiglione della Pescaia ha perso la vita un operaio 43 anni travolto da un mezzo urtato violentemente da un furgone.
«La mancanza di una cultura della sicurezza e la ricerca di maggiori profitti hanno determinato troppi infortuni mortali – nota lo Spi – come quello recente della giovane operaia di Montemurlo, o come la morte di 14 turisti caduti dalla funivia del lago Maggiore». Lo Spi ha voluto ribadire questi concetti, partecipando con le proprie bandiere listate a lutto alla manifestazione già programmata da Cgil, Cisl e Uil in piazza Dante, il 28 maggio».
Nel corso del comitato direttivo, lo Spi ha discusso anche dei temi della sanità. «Rispetto alla campagna vaccinale di contrasto alla pandemia – osserva lo Spi – non possiamo non evidenziare le criticità rispetto a una gestione che ha anteposto la vaccinazione di soggetti e categorie rispetto ad anziani, persone fragili e ultra-fragili».
Dal dibattito del direttivo – inoltre è scaturita anche una preoccupazione per la «mancata riapertura da parte di Asl sudest e Coeso dei servizi mirati alla non autosufficienza, come i centri diurni con moduli per i malati di Alzheimer. È una scelta che potrebbe di fatto costituire un buon viatico per la nuova Rsa privata in fase di avvio, che prevede questi servizi».
Infine, lo Spi di Grosseto ha auspicato che la «Conferenza di organizzazione della Cgil in fase di avvio, assuma come priorità i valori della solidarietà interna, della confederalità e della centralità del territorio».
Il Comitato direttivo ha approvato anche un ordine del giorno pro Legge Zan: «In quanto – motiva lo Spi Cgil Grosseto – non è più possibile fare passi indietro quando si tratta di dignità delle persone e di rispetto dei diritti civili. Auspichiamo che il Senato faccia presto: siamo al terzo tentativo in Parlamento. Il disegno di legge Zan previene e contrasta omofobia, transfobia, bifobia e abilismo; non introduce bavagli e carcere per le idee espresse e non punisce chi non condivide unioni gay o la prassi del cosiddetto “utero in affitto”. Rifiuta e punisce piuttosto ogni forma di discriminazione e intolleranza». –
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