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Tavolo della salute, stamani un sit-in davanti all’ospedale

Alfredo Faetti
Tavolo della salute, stamani un sit-in davanti all’ospedale

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Alfredo Faetti

MASSA MARITTIMA. Dopo Firenze la protesta torna a casa. L’appuntamento è per questa mattina, dalle 10,30 alle 11,30, davanti all’ospedale Sant’Andrea, per un sit-in organizzato dal Tavolo della Salute in difesa dei servizi del presidio massetano. Pronti a scendere in piazza sono gli stessi soggetti che neanche un mese fa si sono incatenati di fronte al palazzo della Regione Toscana, ovvero gli esponenti dei gruppi consiliari della lista civica Massa Comune, Lega e anche membri del Pci delle Colline Metallifere.

«Nel rispetto delle regole Covid e del luogo, quindi in numero contingentato, faremo sentire la nostra vicinanza a tutti gli operatori del Sant’Andrea – spiegano i promotori – Vicinanza intesa come consapevolezza delle difficoltà e determinazione affinché al più presto si parli in modo concreto del recupero e rilancio del nostro ospedale».

Ci avevano provato anche il 12 maggio, davanti a Palazzo del Pegaso, sede del consiglio regionale, durante una seduta. I membri del Tavolo della Salute si erano portati delle catene, per legarsi simbolicamente davanti all’ingresso insieme ad altre realtà – come Volterra – a loro volta interessate dai tagli ai piccoli ospedali di periferia. Quel giorno la delegazione massetana venne ricevuta – insieme agli altri manifestanti – dalla consigliera regionale di maggioranza Donatella Spadi, che si era fatta carico della questione nel medio-lungo periodo, seguita da posizioni di solidarietà nei confronti degli ospedali periferici da parte di vari gruppi politici che siedono in Regione, di maggioranza e opposizione. Fu un momento proficuo, come hanno detto entrambe le parti, ma vista la delicatezza del tema il Tavolo della Salute vuole continuare a tener alta l’attenzione. «Noi proposte ne abbiamo, aspettiamo solo di confrontarle e trovare una sintesi con le istituzioni – spiegano i promotori del sit-in – In ogni caso è bene sapere che il futuro del nostro prezioso presidio si gioca ora, nei prossimi mesi, e gli Stati Generali che hanno inventato in Regione non ci convincono». Tanti i temi. Chirurgia, dove gli interventi sono ormai sospesi, o radiologia, dove il servizio è ridotto al minimo indispensabile. Altra questione la carenza di medici di famiglia. —

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