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Vaccini per i maturandi: "Era meglio anticiparli"

Francesca Ferri
Vaccini per i maturandi: "Era meglio anticiparli"

In provincia 1.800 ragazzi e ragazze coinvolti, portale aperto dal 5 giugno. La riflessione del preside Roberto Mugnai (Aldi), tra timori e speranze 

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GROSSETO. «Va bene vaccinare i maturandi. Credo che sia una cosa opportuna. Probabilmente, però, andava fatto prima». Roberto Mugnai, preside del Polo liceale Pietro Aldi di Grosseto, quest’anno vede circa 200 dei 1.200 studenti della sua scuola affrontare l’esame di Stato, il secondo dell’era Covid. E, all’indomani della notizia che anche la Toscana apre le vaccinazioni contro il Covid ai maturandi, il sollievo è misto a qualche perplessità.

Martedì sera il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha annunciato che anche in Toscana la popolazione dei maturandi e delle maturande, circa 30mila giovani, potrà vaccinarsi prima dell’esame, come già si è cominciato a fare nel Lazio e in Emilia Romagna, per altro con un’adesione molto alta.

In Toscana, però, i tempi sono più lunghi. Le prenotazioni di questa particolare categoria di vaccinandi si apriranno sabato 5 giugno con una finestra dedicata sul portale regionale prenotavaccino.sanita.toscana.it e le somministrazioni – il siero utilizzato è il Pfizer-Biontech – si faranno dal 7 al 13 giugno, ovvero fino a tre giorni prima dell’inizio delle prove.

Basterà così poco tempo per sviluppare un certo tasso di immunità? E se si dovesse presentare qualche effetto avverso un po’ più fastidioso proprio nei giorni dedicati all’ultimo ripasso?

«Sono domande che mi faccio anch’io da comune cittadino – dice il dirigente scolastico – Che l’esame di Stato sarebbe cominciato il 16 era noto da tempo. Un minimo di rischio che le operazioni possano essere rallentate, più problematiche create da eventuali positività, ci possono stare. E sono variabili che le commissioni e i presidenti di commissione si troveranno a dover gestire. Forse questa vaccinazione si poteva fare prima». In più, alle superiori come nelle scuole di altro grado, resta ancora qualche insegnante che deve fare il richiamo di AstraZeneca.

In provincia di Grosseto sono 1.800 gli studenti di quinta superiore che il 16 giugno affronteranno la maturità. Già due giorni prima gli insegnanti e i presidenti di commissione si riuniranno nella cosiddetta “plenaria”, la prima riunione per analizzare i documenti. Seguirà un giorno di pausa, poi l’inizio degli esami. L’anno scorso con un grande sforzo l’esame si è potuto fare in presenza, con mascherina e distanziamento, ma in forma ridotta. Così come quest’anno. «Non ci saranno prove scritte – spiega Mugnai – ma solo un colloqui orale a partire da un elaborato che gli studenti hanno consegnato il 31 maggio».

L’anno scorso particolari problemi non si sono segnalati. L’auspicio è che anche quest’anno tutto fili liscio.

«Resta aperta la riflessione sul senso di un esame di Stato così strutturato – conclude il preside Mugnai – che, però, giunge alla fine di 15 mesi così difficili. È stato un anno e mezzo di continuo stop and go per gli studenti, gli insegnanti, il personale amministrativo e Ata. Un impegno organizzativo che, chi non è dentro la scuola, spesso sottovaluta». —

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