Lutto
Il post Covid cambia le priorità della città Lo studio del Sant’Anna ridisegna Massa
Ventimila euro per il contratto di collaborazione con l’Istituto: enogastronomia, sport all’aperto e arte per rilanciare il turismo
Alfredo Faetti
massa marittima. Una delle frasi che maggiormente si rincorre in epoca pandemica è: «il Covid ha cambiato tutto». Se questa accezione è vera in molti casi, lo è certamente per quanto riguarda il turismo.
L’amministrazione comunale di Massa Marittima ne è consapevole e vuole anticipare quanto prima una nuova offerta legata al centro storico senza però snaturarne le caratteristiche, che poi sono quelle che gli attribuiscono il suo fascino. Ecco allora la decisione di affidarsi ai ricercatori esperti della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, affinché ripensino e valorizzino il prodotto sotto una nuova luce che vada in direzione delle nuove esigenze dettate dal virus. Un progetto – per cui c’è già una bozza di contratto di collaborazione – da 20mila euro, che unisca la visione che il Comune ha del post-Covid e le capacità dei ricercatori di metterla in pratica. Non a caso l’amministrazione si è rivolta all’Istituto di Management del Sant’Anna, dove da tempo è attivo un filone di ricerca sulle politiche di sviluppo locale, che ha lo scopo di sperimentare modalità di analisi che siano adeguate a situazioni di cambiamento strutturale dell’economia locale. Cambiamento che è inevitabile, secondo l’amministrazione, impegnata in vari progetti per lo sviluppo della città e delle sue frazioni. «L’emergenza pandemica – si legge negli atti amministrativi – ha comportato e comporterà una totale revisione delle programmazioni effettuate negli anni precedenti». Questa è la convinzione, che se applicata al turismo si traduce in questo passaggio: «lo scenario post-pandemico, sarà probabilmente caratterizzato da comportamenti del consumatore turistico che potranno essere significativamente diversi da quelli precedenti». Ecco dunque l’intenzione di far vestire a Massa Marittima le vesti di una “città slow”, capace di esprimere al meglio le potenzialità di alcune specificità del territorio.
Ad esempio l’enogastronomia, ma anche l’outdoor (il turismo legato allo sport) e il wellness (quello legato al benessere). La volontà è quella di elaborare i progetti in un quadro più ampio possibile, che comprenda ad esempio le funzioni commerciali come il Cnn, lo sviluppo del lavoro in vacanza (il cosiddetto “workcation”) che passa inevitabilmente da un potenziamento delle infrastrutture di telecomunicazione, l’innovazione sociale senza dimenticarsi della cultura (intesa come musei ed eventi estivi) e i borghi nell’ottica di un brand territoriale. Questa volontà di ripensare il centro storico trova origini già dalla campagna elettorale. «Lo avevamo detto – dice il sindaco Marcello Giuntini – un master plan per il centro che possa sviluppare il tessuto economico e sociale della città». Così, ottenuti oltre 70mila euro di contributi per un progetto, il Comune, una volta riqualificate la piazza e altre vie del centro, ha deciso di affidare uno studio al Sant’Anna, che vada in direzione dell’economia della conoscenza, ovvero che venga identificata la risorsa chiave dello sviluppo. Ma che sia anche in grado di identificare, valorizzare e modernizzare quelle che sono le vocazioni distintive del territorio, senza escludere un’opportunità di diversificazione della struttura produttiva esistente, o, concludono gli atti amministrativi, «di migrazione verso paradigmi differenti attraverso l’introduzione di discontinuità nei processi evolutivi dell’economia locale e la valorizzazione dei “segnali deboli” costituiti da realità imprenditoriali emergenti». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
