Il Tirreno

Grosseto

«Dobbiamo farci capire dai giovani»

Pierluigi Sposato

2 Giugno, il prefetto Marsilio vuole favorire un contatto diretto con le istituzioni. Parole di elogio per l’opera dei volontari

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Pierluigi Sposato

Grosseto. C’è un Paese da consegnare ai giovani, c’è una Maremma da consegnare ai giovani. Come fare? Fabio Marsilio, prefetto di Grosseto, ne ha parlato alla cerimonia del 2 Giugno, al bastione della Rimembranza, sulle Mura medicee, avvertendone l’urgenza e l’indifferibilità. Il prefetto ha parlato delle difficoltà dei giovani, delle barriere di incomunicabilità e incomprensione da abbattere, del cammino parallelo che le generazioni più giovani sembrano percorrere.

«Rischiano di sfuggirci le ragioni, il senso, il linguaggio, le dinamiche. Dobbiamo farci capire – ha aggiunto parlando da referente delle istituzioni – da questa Maremma giovane, perché i giovani sviluppino una dialettica con le istituzioni, non artificiosa: perché i giovani nutrano fiducia». Ha fatto poi riferimento alla Consulta studentesca e al recente videoappello sui social (“Dipende da noi”) realizzato con la Fondazione Polo Universitario e indirizzato allo sviluppo di una maggiore responsabilità civica. A Francesco Pedreschi di Monte Argentario e ad Alessia Treglia, rispettivamente presidente e segretaria della Consulta, invitati alla cerimonia, ha poi donato una copia della Costituzione. Aggiungendo: «Ognuno faccia la propria parte, specialmente nei momenti di crisi acuta. È così che si può onorare e dare un senso alla festa della Repubblica».

Un cenno all’opera dei volontari («hanno messo a rischio anche la propria salute adoperandosi verso chi era in difficoltà»), un invito a «riconoscere e distinguere le parole e i gesti che rafforzano i legami che tengono insieme la nostra comunità», un ricordo di Norma Parenti, di cui l’altro giorno è stata celebrato il centenario della nascita (il presidente Anpi provinciale Luciano G. Calì ha poi ringraziato personalmente Marsilio per queste parole). La crescita sociale e cultura della comunità in un contesto di sicurezza, coesione e condivisione sono l’obiettivo delle istituzioni locali: «A noi si chiedono soluzioni: senza strappi, condivise, che costano più fatica, che tengono a ricomporre dissidi e divisioni». Un compito arduo sempre, a maggior ragione in questi tempi di (uscita dalla) pandemia, in cui – così si è espresso il presidente Sergio Mattarella il cui messaggio è stato letto all’inizio della cerimonia – ai prefetti è richiesto un ruolo di promotori attivi delle sinergie tra gli enti. «La comunità è disorientata da una miscela in cui si incontrano bisogni essenziali, inquietudini, incognite» e in cui il diritto al lavoro, alla salute e alla istruzione si intrecciano con la sfera più intima di ciascuno di noi.

Cerimonia breve, con presenze limitate e partecipanti distanziati, aperta con la deposizione di una corona ai Caduti. Con i rappresentanti delle forze armate e delle forze dell’ordine c’erano anche i parlamentari maremmani, i consiglieri regionali e, per il sindaco di Grosseto, il presidente del consiglio comunale. Ha accompagnato l’alzabandiera il canto di Emma Vinciarelli. —

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