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Dalla Lega al gruppo misto Serra scende dal Carroccio

Dalla Lega al gruppo misto Serra scende dal Carroccio

L’avvocato sta valutando se candidarsi o meno alle prossime elezioni Cambi di casacca: la destra grossetana si ridisegna in vista delle amministrative

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grosseto. L’avvocato Paolo Serra è sceso dal Carroccio. Lo ha fatto due giorni fa, dopo aver inviato una lettera al segretario della Lega Salvini Premier di Grosseto Andrea Ulmi e dopo aver formalizzato la richiesta di entrare nel Gruppo misto. «Poi si vedrà», dice, anche se il futuro del consigliere, nel caso in cui decidesse di ripresentarsi alle prossime amministrative, potrebbe essere tricolore.

Uomo di destra, Serra non potrebbe trovare collocazione diversa dal partito di Giorgia Meloni. «Non ho ancora deciso nulla – spiega – perché ancora non so se mi ricandiderò o meno. Mi prendo qualche giorno di tempo per pensarci, poi farò i passi che riterrò necessari».

Se il futuro non è ancora ben definito, il presente è chiaro nella testa dell’avvocato che ha manifestato il proprio disagio ai vertici della Lega grossetana rispetto ad alcuni temi di politica nazionale che lo hanno lasciato perplesso. «Sono rammaricato di questa scelta – dice – soprattutto perché comporta l’abbandono di una comunità, di cui ho molto apprezzato le doti umane e la correttezza di chi ne fa parte». Ma «l’ingresso della Lega nel governo Draghi – scrive nella lettera inviata al segretario Ulmi – che ha evidenziato una posizione marcatamente europeista, confermata anche da scelte economiche come l’avvallo del Recovery Fund a discapito della valorizzazione della sovranità nazionale, sia alla fiducia al ministro Speranza sia, nonostante la partecipazione al Governo, all’incapacità della Lega di imporre una seria regolamentazione della marea immigratoria». C’è poi il nodo dell’obbligo vaccinale, che ha spinto Serra a dimettersi. «Come professionista – spiega – ho deciso di seguire alcuni infermieri e operatori che si sono rivolti a me per opporsi all’obbligo della vaccinazione. Io non sono contrario ai vaccini in astratto, ma ritengo un impegno degno di considerazione quello della tutela del principio di autodeterminazione dei trattamenti sanitari. Un principio che credo che la Lega, nelle attuali circostanze, non sostenga o appoggi debolmente, dal momento che fa parte di una compagine governativa che ha introdotto l’obbligo della vaccinazione». È una questione giuridica prima e politica poi, quella che solleva Serra, in disaccordo con la linea tenuta in parlamento dai suoi ex colleghi della Lega.

Il consigliere comunale, l’attaccamento al Carroccio, lo ha dimostrato anche quando la Procura ha iscritto il nome del suo ex collega di partito e collega di toga Pierfrancesco Angelini, nel registro degli indagati con l’accusa di aver pagato le Iene maremmane per realizzare il video con il quale si accusava la società Marina di San Rocco (società della quale era rappresentante legale il padre di Paolo Serra, Felice Serra e della quale è presidente il fratello Luciano Serra) di sversare idrocarburi in mare.

Il video fece il giro del mondo: quando è emerso che tra i “mandanti” ci sarebbe stato anche il suo collega di partito, l’avvocato è comunque rimasto nel Carroccio. La politica locale, gli eventuali veleni, i risvolti giudiziari, non hanno spostato il consigliere comunale. «Lo ribadisco - dice - la mia scelta è conseguenza della politica nazionale della Lega».

Serra aveva già cominciato un percorso politico nel 2016, con la civica di centrodestra la Maremma migliore che aveva poi lasciato per alcuni dissapori sorti con alcuni rappresentanti, proprio per la modalità di scelta delle candidature. L’avvocato è l’ultimo consigliere a cambiare casacca, dalle elezioni del 2016.

Nulla a che vedere con Angelini, eletto con Fratelli d’Italia e passato il giorno dopo le amministrative nella Lega. Dopo di lui c’è stato Gino Tornusciolo, eletto con Fratelli d’Italia, e passato nel gruppo misto come rappresentante di Casapound (che non aveva un gruppo parlamentare) e nel Carroccio, o Pasquale Virciglio, candidato con Forza Italia, poi passato nel gruppo misto e ora nella Lega, Elisabetta Ripani, parlamentare eletta con Forza Italia, che ora siede nel gruppo misto dopo aver sposato il progetto politico del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e del presidente della Liguria Giovanni Toti, “Coraggio Italia”, nuova piattaforma per recuperae i voti dispersi dei moderati di centrodestra. Ma anche Andrea Pieroni, che dopo essersi candidato con la Lista Vivarelli Colonna sindaco è salito sul Carroccio. Nel centrosinistra l’unico che ha cambiato casacca è stato Rinaldo Carlicchi, passato dalla civica Passione per Grosseto a Viva, il partito di Matteo Renzi. –

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