Il Tirreno

Grosseto

oasi del wwf 

Falco pescatore, nati tre piccoli in riva alla laguna

I.A.

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orbetello. Lieto evento nella laguna di Orbetello dove, per il quarto anno consecutivo, si sono schiuse le uova del falco pescatore. Tre i piccoli nati.

Ancora una volta Orbetello e Mora, i due falchi pescatore, hanno scelto la laguna per deporre le loro uova e far nascere i loro piccoli. Mora è un esemplare selvatico nato in Corsica. Di Orbetello, invece, anche lui selvatico, non è certa l’origine. Com’è accaduto per tre anni consecutivi, anche quest’anno la coppia è tornata a nidificare. C’è stata però una novità rispetto allo scorso anno: hanno cambiato nido.

«Mora e Orbetello – spiega Fabio Cianchi coordinatore delle Oasi Wwf della provincia di Grosseto – non hanno scelto il solito nido ma sono andati a deporre le loro uova nel nido nuovo che avevamo fatto lo scorso anno. L’unico inconveniente è che lì non c’è una telecamera che riprende quello che succede nel nido». La dimostrazione della schiusa delle uova l’hanno però data la madre va a nutrire i piccoli e il maschio che le porta il pesce. Al momento dei piccoli nati negli scorsi anni non ci sono molte notizie. Uno di loro si aggira ancora per l’Italia mentre altri due sono stati segnalati in Africa ma non sono più tornati.

A dare la notizia della schiusa delle uova è stata Donatella Bianchi, presidente del Wwf Italia: «Siamo orgogliosi di poter dare anche quest’anno questa meravigliosa notizia, che conferma l’importanza delle nostre oasi come siti di nidificazione invitanti e idonei per la specie, dove il progetto di reintroduzione della specie in Italia continua a dare i suoi frutti e rappresenta un esempio concreto della nostra campagna ReNature Italy. Anche quest’anno, per dare un nome ai piccoli rapaci, abbiamo deciso di fare un contest sui social tra gli alunni delle scuole che ospitano le Aule Natura, le nostre classi (viventi) all’aperto in cui imparare ogni giorno nella natura e dalla natura».

Una coppia di falchi ha nidificato anche nell’oasi d’Orti-Bottagone nella provincia di Livorno. Soddisfatto anche Giampiero Sammuri, presidente di Federparchi e ideatore del progetto di reintroduzione nel Parco regionale della Maremma: «È un’ottima notizia che rafforza sempre più il quadro della presenza della specie nel nostro Paese, a partire dalla prima riproduzione avvenuta esattamente 10 anni fa, dopo le prime reintroduzioni nel 2006 nel Parco della Maremma, portando oggi a 6 i siti di nidificazione in Toscana, grazie alla novità rappresentata dalla prima nidificazione sull’Isola di Capraia, e a quello di Porto Conte in Sardegna. Ora speriamo che la presenza si rafforzi ulteriormente anche in altre regioni, magari proprio a partire da altre oasi Wwf come quella di Persano, in Campania». — I.A.

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