Gioco
Di Giacinto attacca sulle bici abbandonate mezz’ora dopo il Comune le rimuove
L’intervento di polizia municipale e operai era stato probabilmente già programmato: comunque tempismo perfetto
Alfredo Faetti
follonica. Ieri mattina sul golfo è nato il “caso biciclette” e dopo mezzora si è chiuso. «Succede troppo spesso di vedere biciclette lasciate dove capita», dice in una nota diffusa di buon’ora il capogruppo d’opposizione Massimo Di Giacinto, sostenendo che occorrerebbero più rastrelliere a Follonica.
La lancetta corta dell’orologio non fa in tempo a compiere un giro che il Comune sul profilo facebook istituzionale pubblica una serie di foto che ritraggono agenti della municipale e operai armati di tronchesi mentre rimuovono bici abbandonate da anni in vari angoli della città. Così, con un botta e risposta mai davvero avvenuto, il problema della biciclette a Follonica è stato risolto.
I cittadini che ieri mattina hanno scorso il social con il loro cellulare non hanno potuto non far caso a questa vicenda. Una coincidenza (forse) buffa. Inizia Di Giacinto con la sua nota inviata alle redazioni giornalistiche in cui denuncia bici lasciate dove capita, «legate a un palo della luce o della segnaletica stradale – dice – a un albero, oppure appoggiate a un muro o anche parcheggiate sui marciapiedi complicandone l’utilizzo ai cittadini, soprattutto se disabili». Fenomeno che segna la città per dodici mesi all’anno, ma che ovviamente si accentua durante l’estate. «C’è anche un altro problema – prosegue poi Di Giacinto – quello dell’abbandono delle bici menomate dal furto delle ruote, del sellino o del manubrio e lasciate incivilmente per strada oppure legate a una rastrelliera. È un bello spettacolo? – si chiede il capogruppo – Non credo, o perlomeno a me non piace. Il parcheggio selvaggio delle bici e il loro abbandono danno l’immagine di una città disordinata quando, invece, abbiamo bisogno proprio del contrario». Le sue parole passano dalle redazioni delle testate online e finiscono sul web. Mezzora dopo, poi, su internet viene pubblicato anche altro: il post del Comune. «Stamani la polizia municipale e gli operai del comune hanno rimosso le biciclette abbandonate in città – si legge sul profilo istituzionale – L’amministrazione ringrazia tutti coloro hanno collaborato alla rimozione e alla pulizia e invita i cittadini e le cittadine a segnalare eventuali altre biciclette abbandonate. Manteniamo insieme la nostra città pulita e decorosa».
Sono decine le bici rimosse, le stesse che erano abbandonate in alcuni casi da anni in punti ben precisi della città, quasi da esserne diventate parte dello scorcio: accanto al Comune, in via Parri, al Mercato Coperto, in via Martiri della Niccioleta, alla scuola elementare Rodari di via Palermo, all’area davanti al circolo Cala Violina, alla Stazione e nell’area davanti alle Tre Palme. Ora, se il Comune sia intervenuto dopo la nota di Di Giacinto o se l’opposizione sia venuta a sapere dell’intervento prima che iniziasse oppure se tutto fosse frutto di una coincidenza non è dato da saperlo. Fatto sta che in mezza mattinata la questione bici è stata risolata. Ma onor del vero, il ragionamento posto da Di Giacinto sulla necessità di nuove rastrelliere è più ampio e guarda anche in avanti. «Ci sono rastrelliere di tutti i tipi – prosegue – ma credo sia necessario guardare sia alla forma che alla sostanza, installando rastrelliere sicure che prevengono il furto permettendo di agganciarci tutto il corpo della bici – termina Di Giacinto – Follonica ha le caratteristiche morfologiche, perché praticamente tutta pianeggiante, per diventare davvero “la città della bicicletta” con una mobilità urbana sostenibile e ecologica a vantaggio della sua “immagine green”». —
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