Italia
«Lì dentro non si può entrare» Le 13 famiglie ancora fuori casa
I lavori del Fiora erano stati dichiarati chiusi ma la perdita di acqua continua La rabbia degli abitanti che sono andati a protestare anche in Comune
Ivana Agostini
porto santo stefano. Sono arrivati con la valigia per fare rientro nelle loro abitazioni di via Cappellini, a Porto Santo Stefano, ma sono stati fermati.
Non è ancora finita la disavventura delle 13 famiglie evacuate lo scorso 18 maggio a causa del cedimento della condotta fognaria che si è verificato intorno all’una di notte. I lavori erano stati dichiarati chiusi da Acquedotto del Fiora ma evidentemente qualcosa non deve aver funzionato a dovere dato che ieri mattina i residenti sono stati costretti a rimanere fuori. Le 13 famiglie hanno mostrato tutto il loro disappunto per un episodio che ritenevano concluso, almeno per la parte più importante del lavoro che era stato effettuato dai tecnici di AdF. Dovevano pulire i loro appartamenti poiché, secondo i racconti di alcuni «l’odore era irrespirabile» ma la cosa importante era tornare dentro le loro abitazioni. Da quel martedì 18 per le circa 40 persone evacuate, alcune anziane, altre non i bambini piccoli, è iniziata una vera e propria peregrinazione: prima gli alberghi di Porto Ercole; poi chi ha potuto ha trovato alloggio da amici e parenti. Chi ha avuto la possibilità, infatti, ha cercato di avvicinarsi a Porto Santo Stefano. Il rientro di ieri mattina avrebbe risolto molto problemi logistici e anche economici, dato che, a parte i primi giorni, tutte le spese di vitto e alloggio, salvo poi un eventuale rimborso, sono state sostenute dagli stessi evacuati.
Fatto sta che ieri mattina l’acqua continuava ad uscire dalla condotta e quindi rimettere i piedi dentro gli appartamenti non è stato ritenuto né opportuno né sicuro. Sono iniziate nuove ispezioni che proseguiranno oggi per cercare di capire cosa sia successo e perché i lavori che risultavano finiti, in realtà, non sono stati in grado di riparare la perdita.
Gli sfollati, esasperati, sono andati in Comune per cercare spiegazioni. Hanno presidiato il loro palazzo ascoltando i tecnici di AdF e del Comune. Ogni spiegazione è plausibile e accettabile però per loro la situazione resta insostenibile. «Tutto quello che ci sta capitando – dicono i condomini – è davvero assurdo. Non sappiamo quanto andrà avanti questa storia. Questa è la cosa più importante e nel frattempo siamo fuori dalle nostre case. È veramente tutto incredibile». Il Comune, nell’immediatezza del fatto era intervenuto per i primi soccorsi e per la collocazione in albergo delle famiglie. Poi era stata chiusa via Martiri d’Ungheria, dopo l’accesso al giardino Jacovacci, per consentire ad AdF di iniziare l’intervento. Anche questo ha creato non poco disagio ma è stato tutto tollerato perché necessario per permettere agli abitanti del palazzo di rientrare. Sembrava che fosse rimasto solo da sistemare la strada e invece l’acqua continua a uscire e il palazzo a non essere sicuro. Le prossime ore saranno decisive per capire come intervenire nuovamente e, soprattutto, per capire, quando circa 40 persone potranno fare rientro a casa. —
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