Il Tirreno

Grosseto

L’emergenza coronavirus 

Covid e difficoltà cognitive Uno studio all’Asl sud est

Covid e difficoltà cognitive Uno studio all’Asl sud est

Scarsa memoria e scarsa concentrazione, stanchezza mentale, disorientamento Mauro Mancuso: «Scoperti effetti a lungo termine», un’email per essere valutati

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Grosseto. Non ci sono solo le ferite lasciate sulla carne. Il Covid colpisce anche la mente, imprigionandola in quella che gli esperti chiamano la “nebbia cognitiva”, il senso di confusione mentale che molti pazienti avvertono nella fase a lungo termine post Covid.

Proprio sulla correlazione tra tali sintomi e l’infezione da Covid si basa “CogniCovid”, lo studio dell’Asl Toscana sud est, coordinato a livello nazionale dai professionisti dell’area dipartimentale Medicina fisica e riabilitazione in collaborazione con il dipartimento di Salute Mentale, insieme alla Fondazione Poliambulanza di Brescia, l’Azienda ospedaliero-universitaria di Modena e la Clinica di riabilitazione toscana di Montevarchi.

Lo studio, approvato dal Comitato etico scientifico aziendale, nasce dall’osservazione, negli ultimi mesi del 2020, di alcuni pazienti ex Covid, con interessamento dell’apparato respiratorio, che lamentavano disturbi della sfera cognitiva senza avere una patologia neurologica. In particolare, riportavano difficoltà nella concentrazione, nel ricordare informazioni nel breve periodo, disorientamento e stanchezza mentale.

Dato che la presenza di queste criticità può persistere anche per molti mesi dopo la malattia e visto l’impatto negativo sulla vita sociale e lavorativa, gli specialisti dell’Asl sud est hanno ritenuto opportuno approfondire la questione attraverso uno studio.

Il “reclutamento” dei pazienti target dello studio è partito ad aprile, ma il team dei professionisti ha già iniziato a sottoporre ad alcuni di loro dei test neuropsicologici per analizzare funzioni cognitive come attenzione, linguaggio, memoria e aspetti legati al tono dell’umore con specifici test neuropsicologici e un questionario creato ad hoc sul vissuto emotivo legato alla situazione pandemica. Le persone rientrare nello studio e già valutate a oggi sono 14.

In linea con i dati disponibili in letteratura scientifica, i pazienti coinvolti sino a oggi mostrano problemi cognitivi che più frequentemente interessano la capacità di attenzione e di agire, cui si associano forte senso di stanchezza, fisica e mentale, un alterato stato dell’umore, ansia e depressione. Si conferma quindi il nesso tra i due aspetti indagati.

Lo studio prosegue con l’obiettivo di qualificare con esattezza i tipi di compromissione cognitiva per poi prevedere un progetto riabilitativo e un eventuale supporto farmacologico. La fase della riabilitazione prevede una serie di esercizi che i pazienti sono chiamati a svolgere, di diversa tipologia a seconda dell’aspetto che si vuole trattare, che sia l’attenzione per cui vengono proposte attività che richiedono l’attivazione di diversi livelli (attenzione selettiva, alternata e altro) o la memoria per cui si insegnano tecniche mnemoniche.

«La portata innovativa dello studio, rispetto alle indagini condotte finora, risiede proprio nella scoperta di effetti a lungo termine in pazienti che durante la malattia hanno mostrato esclusivamente conseguenze respiratorie, mentre dopo la guarigione mostrano effetti sulla sfera cognitiva, difficili da correlare al Covid perché apparentemente indipendenti», spiega Mauro Mancuso, direttore dell’unità operativa complessa Recupero e riabilitazione funzionale dell’area grossetana.

Le persone che dopo essere guarite dal Covid presentano nel lungo periodo sintomi riconducibili a quelli descritti possono contattare la struttura di Medicina fisica e Riabilitazione dell’ospedale Misericordia di Grosseto per essere valutate come possibili candidate allo studio in corso. Basta scrivere un’email all’indirizzo rrf@uslsudest.toscana.it e indicando nell’oggetto “Candidatura studio CogniCovid”. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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