Il Tirreno

Grosseto

la sentenza 

Infila chiodi nella porta e picchia la sua ex Condannato 47enne

Francesca Gori

L’uomo non si voleva arrendere alla fine del loro rapporto Entra in casa della donna e si sdraia nel letto accanto a lei

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Francesca Gori

PORTO SANTO STEFANO. Il 10 aprile 2019 era stato condannato dal tribunale di Grosseto per aver dato il tormento alla sua ex. Si erano lasciati ma quella nuova condizione non era stata accettata da un argentarino di 47 anni. Quattro giorni dopo la sentenza emessa dal tribunale di Grosseto, l’uomo si era ripresentato a casa della sua ex compagna e aveva ricominciato a dargli il tormento. Seguendola, prendendola a schiaffi quando la incontrava per la strada. I due infatti abitano abbastanza vicini ed era capitato più volte che la donna che aveva deciso di mettere fine a quella relazione, se lo ritrovasse davanti. Spesso con atteggiamenti violenti. Le aveva fatto trovare bigliettini affettuosi sulla soglia di casa, faceva di tutto, a cadenza quasi regolare, per incontrarla. Così, probabilmente, credeva di avere qualche speranza di tornare con lei: speranza che non si è concretizzata. L’epilogo della loro storia, per la seconda volta, è finita in tribunale, questa volta di fronte al giudice Marco Mezzaluna che all’udienza celebrata con il rito abbreviato, ha condannato l’uomo a due anni e dieci mesi di reclusione, in continuazione con la precedente condanna per la quale era stata disposta la custodia in carcere.

Dopo la prima condanna subito, il quarantasettenne difeso dall’avvocata Amanda Paoletti, aveva ricominciato a tormentare la donna. Le aveva lasciato biglietti con frasi amorose sulla soglia della sua abitazione ma le aveva messo anche dei chiodi nella serratura della porta.

A luglio però, le cose sono cominciate a precipitare: una sera la donna aveva trovato il suo ex davanti alla porta di casa. L’uomo, di fronte all’ennesimo rifiuto, l’aveva presa a schiaffi. Poi era tornato e aveva spaccato la serratura della porta facendo saltare il chiavistello con un piccone arrugginito per poi distendersi sul letto accanto a lei dove era rimasto fino a notte inoltrata e portandole via il cellulare per non farle chiedere aiuto. Le seguiva spesso, facendo di tutto per incontrarla: i due infatti abitavano abbastanza vicini e l’uomo riusciva a creare diverse occasioni per tormentarla. La donna era stata costretta a anche a farsi prescrivere alcuni ansiolitici e alcuni farmaci per dormire. A fine agosto, era stata costretta di nuovo a chiedere l’intervento dei carabinieri che più volte erano stati chiamati dalla donna, nonostante che, quando minacciava l’ex di farlo, per tutta risposta si era trovata con le sue mani addosso. In un’occasione l’aveva presa per il collo, stringendola.

Stava portano fuori il cane quando si era ritrovata davanti il suo ex: aveva bevuto molto e, una volta faccia a faccia con lei, l’aveva presa a schiaffi. La donna aveva gridato e chiesto aiuto e anche allora erano intervenuti i carabinieri.

Ora l’incubo è finito: l’uomo è stato giudicato con il rito abbreviato ed è stato condannato a due anni e dieci mesi. —

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