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il lutto 

L’addio commosso a Mauro, con il padre guidò la Paoletti

Francesca Gori
L’addio commosso a Mauro, con il padre guidò la Paoletti

Aveva 83 anni: era stato amministratore delegato della Commerciale spa. Figlio dell’industriale Angiolo, ha combattuto per mesi contro la malattia

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Se n’è andato con la serenità di chi per tutta la vita ha combattuto e vinto, dimostrando la sua onestà, la sua bontà e la sua dignità. Dimostrando a tutti di aver avuto ragione quando, travolto dal crac della sua azienda, decise di riporre fiducia nella giustizia.

Mauro Paoletti se n’è andato ieri, domenica 23 maggio, nella sua casa di Castiglione della Pescaia, dov’è morto dopo aver combattuto come un leone contro una terribile malattia che gli era stata diagnosticata lo scorso ottobre. Avrebbe compiuto 83 anni alla fine di giugno. Mauro se n’è andato, circondato dall’amore dei suoi familiari, della moglie Giuliana, dei figli Amanda e Michelangelo, della nipotina Angelica, che amava più di ogni altra cosa.
Il funerale si è svolto questa mattina alla chiesa di Santa Maria Goretti di Castiglione della Pescaia e le sue ceneri torneranno nella sua casa, dove saranno custodite dalla moglie.

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Figlio del fondatore della Onap, l’organizzazione nazionale Angiolo Paoletti, Mauro insieme al padre, alla madre Vienna e alla sorella Mariella hanno portato avanti la fabbrica di famiglia, che negli anni Cinquanta aveva portato il nome del fondatore tra quelli dei big dell’industria italiana. Era responsabile della Commerciale Paoletti spa.
L’Imtap, l’Industria manifatture tessili Angiolo Paoletti fu costituita nel 1968: Angiolo aveva cominciato la sua storia straordinaria di imprenditore a Montepiano, paese dell’appennino toscano in provincia di Prato, da dove era partito per vendere corredi porta a porta. Poi a Grosseto aveva aperto la fabbrica, dove negli anni hanno lavorato centinaia di persone e in tutta Italia aveva una rete capillare di rivenditori con licenza di ambulanti esclusivisti: tremila, in tutto.

Chi ha la fortuna di avere ancora oggi i corredi della Paoletti nel baule ha un tesoro di inestimabile valore: materiali di pregio, lavorazione artigianale che hanno portato il nome della fabbrica in tutta Italia. Così importante che nel 1975, seduto tra Mauro e il padre Angiolo, c’era il presidente del consiglio Aldo Moro che volle visitare lo stabilimento.
Mauro, insieme a suo padre, a sua madre e a sua sorella, rimase coinvolto nel crac della società e quell’accusa di bancarotta, che lui ha sempre respinto, non lo ha fatto dormire per anni. Però in cuor suo sapeva che prima o poi avrebbe potuto dimostrare la sua bontà d’animo e la sua rettitudine. E infatti, per lui, alla fine del processo è arrivata l’assoluzione.

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