Sicurezza
La cocaina negli slip era stata acquistata a Pisa per 18mila euro
Follonica. Ahmed Bounasr, 34 anni, resta in carcere; Mohamed Chibi, 56 anni, è stato liberato. Mentre per il primo ci sono indizi chiari sulla responsabilità per il possesso di quasi mezzo chilo di cocaina (un panetto nascosto nelle mutande), per il secondo il quadro delineato individua solamente un ruolo da autista per il cugino. E quest’ultimo, del resto, lo ha scagionato: «Lui della droga non sapeva niente».
Così ha deciso il giudice delle indagini preliminari Marco Mezzaluna, che ha convalidato gli arresti dei due cittadini marocchini (difesi dall’avvocato Gabriele Dell’Unto) eseguiti dai carabinieri della Compagnia di Follonica nel pomeriggio di mercoledì, lungo la Variante Aurelia, in direzione sud, tra le uscite di Follonica nord ed est. I due erano su una Mercedes serie B. Una volta fermata l’auto, Bounasr avrebbe provato a fuggire ed era stato subito bloccato, confessando poi di avere la droga. La perquisizione aveva poi portato al sequestro di altra sostanza stupefacente (due bustine di cocaina, una da 2,6 e l’altra da 3 grammi, più 1,9 grammi di hashish). Interrogato dal giudice, Chibi ha spiegato di non sapere nulla della droga e che aveva accompagnato il cugino a Pisa per poi far ritorno a Follonica: e ha aggiunto che, se correva, era soltanto perché doveva andare a prendere la figlia a Gavorrano. Bounasr ha di fatto confermato questa versione. Ma ha aggiunto vari particolari, sia sul fornitore a Pisa, sia sul prezzo pagato per comprare la droga (18mila euro), sia sul guadagno per sé (3.500 euro), sia sulle piazze di spaccio della sostanza stupefacente. Questioni su cui stanno lavorando i carabinieri, che hanno sequestrato a Bounasr anche cinque cellulari, solo due dei quali funzionanti: uno per la famiglia, uno per lo spaccio.
Chiaro il quadro per Bounasr, soltanto sospetti al momento per Chibi. Per il primo, che ha anche precedenti, poiché sussiste il pericolo di fuga e poiché gli arresti domiciliari (anche quelli con braccialetto) non sono praticabili dal momento che non ha una dimora stabile, l’unica misura è il carcere. — P.S.
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