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«Incidenti calati ma la rete è ancora debole e insicura»

 «Incidenti calati ma la rete è ancora debole e insicura»

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grosseto. Negli ultimi due anni gli incidenti stradali che hanno coinvolto automobilisti e ciclisti a Grosseto sono diminuiti. Il conto lo fa Fiab Grosseto ciclabile nel suo monitoraggio annuale su dati della polizia municipale.

Il 2019 ha visto un calo da 56 a 48 incidenti (14 per cento) rispetto al 2018, anno in cui c’è stata anche una vittima. Un’ulteriore flessione del 19 per cento c’è stata nel 2020 (39 incidenti). Il calo è ancora più evidente se si considerano gli ultimi sette anni, partendo da quel tragico 2013 con ben 66 incidenti in tre dei quali altrettanti ciclisti persero la vita. Sempre 66 sono stati gli incidenti all’anno nei due anni successivi, con una vittima ogni anno.

I numeri iniziano a scendere nel 2016 (58 incidenti e una vittima) e nel 2017 (48 incidenti, nessuna vittima). Nel 2018 un nuovo balzo in avanti porta a 56 gli incidenti totali di cui uno letale, per arrivare appunto agli ultimi due anni dove si è azzerato anche il numero delle vittime.

«Ovviamente – spiega il presidente di Fiab, Angelo Fedi – la diminuzione del 2020 è da collegare al crollo del numero di mezzi a motore in circolazione dovuto alle restrizioni alla mobilità a causa della pandemia. Nei mesi di lockdown però qualcosa si mosso anche in un altro senso». Il Buono mobilità del ministero dell’Ambiente e i progetti Vivi in Bici e Grosseto Clean, finanziati dal Comune di Grosseto, hanno convinto molti a lasciare l’auto per la bici e anche questo, per Fedi, ha contribuito a ridurre gli incidenti. Il timore adesso è che con l’allentamento delle misure restrittive il numero dei veicoli in circolazione aumenti.

«Determinante sarà quindi il mantenimento degli standard di attenzione alla guida da parte di tutti gli utenti della strada e una rinnovata attenzione dell’amministrazione verso la mobilità ciclistica», dice Fedi. La rete di piste ciclabili urbane, secondo Fiab, è ancora «troppo debole e incompleta per poter essere definita funzionale e sicura». L’associazione sollecita perciò il ricorso all’uso della corsia ciclabile, nuova per l’Italia ma omologata da anni nel resto dell’Europa. —

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