Sicurezza
Un campeggio glamour nel bosco di Zancona
Oggi in via Sforza 5 performance teatrale e presentazione di Senxunia di Emanuela Mauri e Maximilian Rener
Francesca Ferri
santa fiora. Prima il trasferimento dall’hinterland milanese alla deliziosa Santa Fiora. Poi, piantate le radici nella nuova casa, il monte Amiata, ecco un altro “salto” verso la nuova vita: riposti nel cassetto oltre 30 anni da tecnica ospedaliera, parte l’avventura del garden sharing, ovvero trasformare un terreno attraversato dal torrente Zancona e ombreggiato da un bel bosco, in un’area dove campeggiare, con tenda propria o presa in affitto.
Emanuela Mauri, 55 anni, milanese, e il compagno Maximilian Rener, tra i primi neosantafioresi che si sono trasferiti grazie al progetto “Santa Fiora smartworking village”, presentano oggi e domani la loro impresa, il Senxunia, un garden sharing (dall’inglese “condivisione del giardino”), un modo innovativo di fare campeggio in spazi privati.
Come raccontato dal Tirreno nei giorni scorsi, Emanuela ha acquistato un appezzamento a Zancona con alcuni ruderi da ristrutturare e che saranno pronti fra non meno di un anno. «Nell’attesa – spiega – mi sono chiesta: perché, nel frattempo, non far vivere quel posto con questa nuova formula?».
Finito da un pezzo il tempo in cui si poteva fare campeggio libero, ecco un modo per montare la tenda ma senza l’affollamento delle grandi strutture e a contatto con la natura.
«Qui – racconta Emanuela – potranno essere ospitate persone che si portano le loro tende, ma allestiremo anche tre tende glamour nel bosco, vicino al ruscello, molto comode, di quattro metri per quattro, appoggiate su delle pedane, con bagno e doccia privati, realizzati dalla Sebac in legno. Ci saranno poi un bagno e una doccia in comune per chi soggiorna con la propria tenda. E ogni mattina io arriverà con l’Ape a portare la colazione».
Il garden sharing si chiamerà Senxunia, dall’antico nome etrusco del torrente Zancona, e sarà inaugurato il 19 e il 20 giugno.
Nel frattempo oggi a Santa Fiora, nella sede dell’associazione Arci Sotto il Vulcano (di cui Emanuela fa parte), in via Sforza 5, in pieno centro storico, si terrà la presentazione.
L’antica cantina sotterranea della sede Arci, ribattezzata “La cantina ritrovata di Max” («L’ho chiamata così in omaggio al mio compagno», dice Emanuela) oggi e domani ospiterà per l’occasione la performance sonora “A/p After party” della compagnia milanese Animanera, con testo di Simone Bisantino, voce di Angelo Di Genio, regia di Aldo Cassano, sound design di Antonio Spitalieri, light design di Giuseppe Sordi. Per inciso, tra gli smartworkers trasferitisi a Santa Fiora c’è l’attrice Natascia Curci, della compagnia Animanera, che è stata il trait d’union tra Emanuela Mauri e Santa Fiora.
La performance sarà proposta a rotazione a partire dalle 17,30 per gruppi di quattro persone (prenotazione obbligatoria al 347 1401510, info www.animanera.net, animanera.org@gmail.com). Aperitivo in collaborazione con il bar A Modo Mio di piazza Garibal. —
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