Sicurezza
Cascate del Molino, dietrofront Per entrare niente prenotazioni
Il Comune ritira il piano che limitava gli accessi per il Covid e la salvaguardia del sito Soddisfatte le strutture ricettive e la minoranza, il sindaco: «Faremo nuovo tavolo»
Ivana Agostini
manciano. L’amministrazione mancianese guidata da Mirco Morini fa marcia indietro sul progetto di limitare gli accessi, tramite un sistema di prenotazioni on line, alle Cascate termali del Molino (o del Gorello). Dopo settimane di polemiche fra il Comune e le strutture ricettive, arriva lo stop.
La decisione è stata presa dopo la riunione di martedì tra Comune, Cia, Coldiretti, Confagricoltori, i rappresentanti di alcune imprese ricettive, le strutture di “8380” che includono gli affitti brevi e dei posti letto, i consorzi Saturnia.com e L’Altra Maremma e Terme di Saturnia Natural destination.
«Abbiamo deciso di accantonare il progetto presentato lo scorso aprile – spiega Morini – perché abbiamo recepito le difficoltà che le imprese del settore turistico ed economico stavano riscontrando in questa fase sperimentale. La nostra idea è comunque quella di aprire un nuovo tavolo con gli attori già coinvolti e con la Regione, per attuare un piano di gestione dei flussi in quest’area, attraverso una progettualità più ampia, che tenga conto della sostenibilità di un ambiente così prezioso e delicato, da salvaguardare per la sua ricaduta economica sulle numerose strutture del comparto turistico e commerciale del nostro territorio e dei comuni vicini».
Quanto alla necessità di tutelare un sito naturale che viene assaltato da migliaia di persone, una delle ragioni per cui il Comune voleva limitare gli ingressi, «siamo ben consapevoli – dice Morini – che il sito delle deve essere tutelato dal punto di vista della conservazione e della salvaguardia del patrimonio naturalistico attraverso una gestione dei flussi sostenibile. Il lavoro che ci aspetta è sicuramente articolato e complesso».
L’idea di un portale di prenotazioni per limitare gli accessi per il Covid e per difendere la bellezza del sito, aveva fatto subito emergere aspetti che non avevano convinto molte strutture. Cosa rispondere ai turisti che prenotano? Avrebbero potuto fare il bagno? Come si sarebbero gestiti i flussi?
Sul fronte dei contrari si era schierata anche l’opposizione di Tradizione e Futuro che ha rimproverato all’amministrazione di aver messo in piedi un sistema di gestione di un sito di cui non aveva la titolarità.
In realtà, di recente l’area è stata dichiarata pubblica tanto che la Regione ha reso noto che il Comune potrà chiederne la gestione. Anche la Regione, però, per bocca dell’assessore al turismo Leonardo Marras, aveva invitato il Comune ad azzerare le decisioni. Quindi, dopo lettere, interrogazioni, manifestazioni, il sindaco ha fatto un passo indietro.
La notizia del dietrofront del Comune è stata presa con soddisfazione dalle strutture contrarie. «Ringraziamo Morini per aver accolto la nostra richiesta di non attuare il provvedimento. Apprendiamo con stupore dalle sue parole che si trattava di un esperimento e quindi ci chiediamo chi ha la responsabilità del danno economico provocato alle nostre aziende e che fine farà la piattaforma costata 22mila euro. Comunque bene aver ascoltato la popolazione in questo momento di grande difficoltà. Riteniamo necessaria una capillare comunicazione su tutti i siti nei quali era stata diffusa la notizia per dare una corretta informazione ai turisti».
«Non si possono fare esperimenti sulla pelle delle aziende – commenta Giulio Detti di Tradizione e Futuro – tutto questo ha creato un danno economico alle strutture ricettive nelle prenotazioni. L’amministrazione non ha compreso che il Gorello è di tutti e non poteva privilegiare le strutture del territorio rispetto ad altre riservando loro l’80 per cento delle prenotazioni». Quanto ai soldi spesi per la piattaforma, «qualcuno ne dovrà rendere conto», chiude Detti. A questo proposito il Comune dice che «i soldi non sono stati sprecati e nulla viene gettato via». —
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