Il Tirreno

Grosseto

Avis, i donatori non si tirano indietro

Gabriele Baldanzi
Avis, i donatori non si tirano indietro

Dati in controtendenza rispetto alle altre province: il Covid ha provocato soltanto l’1,6 percento di arretramento

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Gabriele Baldanzi

GROSSETO. Sono dati interessanti, in controtendenza rispetto ad altre province, quelli che ieri ha snocciolato il presidente di Avis Carlo Sestini, riguardo alle donazioni effettuate, nel corso del 2020, dai 7.108 donatori attivi delle sezioni grossetane.

L’anno scorso, dopo un 2019 che aveva registrato 151 donazioni in più dell’anno precedente, si registra una straordinaria e imprevedibile tenuta, con solo 192 donazioni in meno e quindi un complessivo arretramento dell’1,6 per cento. «Praticamente torniamo ai numeri del 2018 e questo mi rende davvero soddisfatto, soprattutto nel confronto con altri territori, dove la flessione legata al Covid è evidente e, per certi versi, drammatica».

In totale le donazioni del 2020 sono state 11.773, contro 11.965 del 2019, con un andamento diversificato della tipologia di donazione: si registra infatti un aumento delle donazioni di plasma (243, più 8,47 percento) e di multicomponent (12, più 2,58 percento), ma una perdita di 447 donazioni di sangue intero (meno 5,17 percento). Con questi numeri Avis rappresenta il bacino più ampio di donazioni in Maremma, con quasi il 90 percento del totale: il resto se lo dividono Fratres, Croce Rossa Italiana e Anpas. Sestini ringrazia quindi i donatori per la loro disponibilità e, questa volta, anche per il coraggio. «Le sezioni – spiega – hanno svolto una forte attività di promozione e questo impegno quotidiano ha pagato. Di pari passo l’Azienda sanitaria, con gli operatori dei centri trasfusionali, medici e infermieri, ha mostrato una crescente attenzione nei nostri confronti, risentendo al minimo dell’impatto pandemico». I donatori attivi, come detto, sono stati 7.108 contro i 7.128 del 2019 (meno 0,2 percento), con 4.690 maschi e 2.418 femmine. Di questi, 5.803 hanno compiuto almeno una donazione, con l’indice pro capite di donazione provinciale che sfonda quota due.

Interessante anche il dato sui cosiddetti riattivati, ossia coloro che non avevano compiuto almeno una donazione negli ultimi due anni. Avis ha riportato al trasfusionale 564 persone che avevano interrotto. I nuovi donatori, invece, risultano 601 (340 uomini e 261 donne). Se si analizzano le fasce di età la concentrazione maggiore di donatori si scopre essere quella tra 46 e 55 anni, per entrambi i sessi, ma anche gli ultrasessantacinquenni (un tempo considerati non idonei) passano da 238 a 295. Non aver potuto svolgere attività di sensibilizzazione e informazione nelle scuole ha ridotto, invece, il numero dei giovanissimi. La tipologia di gruppo più numerosa è quella dello 0 positivo(2. 799) seguita dall’A positivo (2.336). Gli AB negativi i donatori più rari (sono solo 31), mentre i ricercatissimi 0 negativo, donatori universali, sono 542 in tutta la provincia. Le donazioni vengono compiute maggiormente da uomini (il 71,3 percento), che prediligono la donazione di sangue intero (74,4 percento), mentre il 20,4 percento sceglie il plasma. Per le donne questa differenza si contrae passando al 56,8 percento per il sangue e 41,6 percento per il plasma. Il mese del 2020 in cui si è donato di più è stato settembre (1.104), male, come sempre, agosto (solo 799). Curioso il fatto che nel marzo 2020 si siano fatte più donazioni rispetto al marzo 2019, nonostante l’avvio della pandemia e delle restrizioni. Infine i donatori attivi che non hanno potuto donare perché fermati da problemi di salute. Sono stati 145. Uno sguardo, in conclusione, anche al 2021. «A tutto aprile – conclude il presidente provinciale di Avis Carlo Sestini – abbiamo un incremento del 6,3 percento rispetto allo scorso anno. Al momento le carenze di sangue intero a livello regionale riguardano i gruppi 0 e A in urgenza, poi il B negativo». Per donare basta telefonare all’Avis, al numero 0564-27008. L’associazione prenderà appuntamento per una visita con elettrocardiogramma in ospedale. Sestini ha anche ringraziato Mirella Tirabassi della Ses, Scuola europea sommelier, che ha donato oltre mille euro all’Avis, frutto di una serie di iniziative realizzate nel lockdown. —

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