Il Tirreno

Grosseto

SINDACATO ALL’ATTACCO 

Postini e sportellisti «Addetti dimezzati e turni massacranti»

Confsal Comunicazioni descrive le condizioni di lavoro E punta il dito contro la mancata sostituzione dei pensionati

3 MINUTI DI LETTURA





grosseto. In seno a Poste Italiane c’è un problema da risolvere secondo Confsal Comunicazioni, il sindacato autonomo dei lavoratori postali. Si tratta «dell’evidente carenza di personale che da tempo – si registra in ogni settore di Poste Italiane». All’origine ci sarebbe «la quasi totale assenza di un turnover», ovvero l’assunzione di personale per sostituire chi si ritira per il pensionamento. E gli effetti si riscontrerebbero sia sul servizio agli sportelli che su quello di recapito, in diversi comuni della provincia di Grosseto.

agli sportelli

Il sottodimensionamento del personale farebbe sì che vi siano sportelli «che oggi aprono con in media il 50 per cento degli addetti che erano in servizio qualche anno fa – sottolinea Edoardo Cioni per la segreteria provinciale di Confsal Comunicazioni – Il personale è dimezzato». Ed ecco quali sarebbero gli effetti, secondo Confsal Comunicazioni: «Aumentano gli spostamenti o i distacchi; l’attività lavorativa al personale si complica anche per i nuovi servizi al pubblico reddito di cittadinanza (reddito di cittadinanza, Spid. . ); i dipendenti sono costretti a prendere giornate sporadiche di ferie; sono sottoposti a stress perché si trovano a gestire un pubblico fortemente ostile, a causa delle lunghe ed estenuanti attese che generano momenti di alta aggregazione di persone creando un reale pericolo di contagio da Covid 19». Il sottodimensionamento del personale si registrerebbe, secondo Confsal Comunicazioni «anche negli uffici più grandi: Grosseto Centro, Grosseto 4, Follonica Centro e Orbetello». E ancora: «Il ricorso agli straordinari sta divenendo quotidianità», e «in alcuni uffici postali in caso di malattia del direttore si fatica o non si riesce a trovare personale di pari livello per sostituirlo e chi si offre spesso non ha non ha l’adeguata formazione per gestire un ufficio».

i portalettere

Nel servizio di recapito la carenza di personale sarebbe stata arginata, secondo il sindacato, dal ricorso ai contratti a tempo determinato: «Questo – sottolinea Cioni – fino a poco tempo fa. Ma, con l’aumento dei pacchi da consegnare nel periodo dell’emergenza sanitaria, da gennaio a oggi la riduzione del personale a tempo determinato è sempre più evidente». «E capita – aggiunge – che i portalettere siano in numero inferiore alle zone da coprire». Tutto ciò comporterebbe, secondo il sindacato, «un aumento dei carichi di lavoro che spesso si accompagna a una estensione chilometrica della zona. Tale mix genera un forte stress nei lavoratori che, se prolungato, potrebbe diminuire la soglia di attenzione e aumentare il rischio di infortuni».

gli straordinari

E veniamo alle ore di straordinario richieste ai dipendenti. «Il ricorso alle forme di straordinario è strutturale – sottolinea Confsal Comunicazioni – Tale situazione non riesce a essere compensata nemmeno dal ricordo ai contratti a termine: il personale a tempo determinato rimane in servizio pochi mesi». «E ciascuno di loro – aggiunge Cioni – rimane in servizio anche fino a dieci-dodici ore consecutive, sperando nel rinnovo del contratto o nella speranza di un’assunzione a tempo indeterminato». Tant’è che non sarebbe difficile «trovare buste paga di chi ha un contratto a termine con 40-50 ore di straordinario pagate». Quindi la domanda: «Perché non vengono fatte assunzioni? Per quanto ancora è possibile ignorare questa situazione? Nonostante la pandemia, il settore postale non si è mai fermato: è urgente un cambio di rotta che riporti i lavoratori e gli ambienti in cui operano in una situazione di normalità». –

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze