Il Tirreno

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castiglione della pescaia 

Insabbiamento del porto L’escavazione è partita

Enrico Giovannelli
Insabbiamento del porto L’escavazione è partita

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CASTIGLIONE. Da qualche giorno sono partiti i lavori di escavo nel canale che potrebbero risolvere in parte l’enorme insabbiamento del porto di Castiglione, accentuato dalle numerose mareggiate dei mesi scorsi.

In questa prima fase si preleva la sabbia sotto il ponte Giorgini dal lato di levante, a oggi la parte più insabbiata (alcuni mesi fa fece scalpore la bassissima marea che consentì di arrivare a piedi fin nel mezzo del fiume Bruna); e si scava, sempre dal lato spiaggetta, una “buca” a ridosso del muro, all’incirca dov’è il magazzino del pesce: la sabbia prelevata, dopo l’ossigenazione, servirà per il ripascimento delle spiagge castiglionesi con i camion che già fanno la spola ai punti di raccolta. Nella seconda fase, una draga con pompa aspirante, che garantirà una produzione media giornaliera di almeno 250-300 metri cubi, sarà all’interno del porto canale, tra il cantiere e gli ormeggi dei pescherecci, e con un tubo sorvolerà la strada che porta alla darsena, scaricando il materiale nella buca. Durante il dragaggio le imbarcazioni verranno spostate sia in aree messe a disposizione dal Comune, come la darsena, sia all’ormeggio su altre banchine, grazie alla disponibilità dei concessionari, sopra e sotto ponte. L’area davanti al distributore, per una maggiore sicurezza ambientale, sarà scavata con un pontone con benna che caricherà il materiale in camion dotati di cassoni stagni che trasferiranno i fanghi, trattati come rifiuti, a una discarica autorizzata. «Il porto – spiega la vicesindaca Elena Nappi – ha bisogno di un intervento consistente: sarà realizzato in autunno con le risorse del Fondo sviluppo e coesione della Regione Toscana, circa un milione e mezzo di euro già stanziati. Nell’immediato interveniamo con fondi del Comune per ristabilire la navigabilità interna». Nei fondali più bassi sarà ripristinata una profondità minima tra 1,40 e 1,70 metri nella sezione nord e 1,70 e 2,20 metri in quella sud. Si stima un volume di materiale da dragare pari a 1800 metri cubi. Le caratterizzazioni su 5 griglie di campionamento per una lunghezza di 250 metri lineari, da ponte Giorgini all’altezza del cantiere navale, hanno dato esito positivo, classificando i sedimenti in fascia A, e la possibilità di riutilizzare le sabbie per eventuali ripascimenti, evitando gli ingenti costi della discarica. Ieri ha destato curiosità un incidente di percorso: due escavatori sono rimasti intrappolati nel letto del fiume, sempre lato di levante, e nel primo pomeriggio sono serviti un altro paio di mezzi “possenti” per tirarli fuori e rimetterli in condizioni di operare. —

Enrico Giovannelli

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