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Cedimento fognario, al via i lavori Gli evacuati sono ancora fuori casa
MONTE ARGENTARIO. Non è ancora chiaro quando le 13 famiglie evacuate martedì dal palazzo di via Cappellini potranno rientrare nelle loro abitazioni. I lavori sono iniziati ieri, ma la gravità del cedimento rende difficile, almeno per il momento, stabilire i tempi in cui si concluderà l’intervento di ripristino.
Il cedimento della condotta fognaria si è verificato intorno all’una di notte di martedì. I tecnici hanno poi circoscritto l’area interessata.
Ieri sono iniziati i lavori di scavo in via Martiri di Ungheria, a monte del palazzo in cui si è verificato l’allagamento di alcuni scantinati e di un appartamento a piano terra.
I lavori di sistemazione sono molto complessi e non è possibile stimarne la durata: la condotta su cui è necessario intervenire si trova a una profondità di 5 metri sotto il piano stradale ed è di difficile accessibilità.
Acquedotto del Fiora ha però assicurato che farà tutto il possibile per procedere rapidamente, compatibilmente con la complessità dell’intervento, e ripristinare quanto prima la condotta.
Nel frattempo ci sono circa una quarantina di persone fuori casa, ospitate negli alberghi di Porto Ercole.
Una situazione che sta creando non pochi disagi a chi ha dovuto lasciare in fretta e furia il suo appartamento senza far mente locale su cosa dover portare via. Tanti gli interrogativi su quanti saranno i giorni in cui le persone dovranno stare fuori casa e soprattutto sui costi che le famiglie che si trovano in albergo, non certo per scelta, dovranno sostenere. Alle spese per l’alloggio si sommano difatti quelle del vitto a cui fino a ieri ha provveduto il Comune. Alcuni abitanti attualmente costretti in albergo si chiedono come dovranno fare per le spese, se dovranno anticiparle e chiedere un rimborso, e chi pagherà. Interrogativi che potrebbero essere sciolti oggi.
Una cosa è certa: il disagio che stanno vivendo gli evacuati che si trovano lontani dalle loro abitazioni e dal loro paese. Alcuni per tornare a Santo Stefano hanno trovato ospitalità nelle case di parenti e amici. — I.A.
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