Attenzione
Otto aziende per “Area Punto Zero”
Gruppo di imprese manufatturiere progetta un grande e innovativo polo-vetrina, nei luoghi delle storiche Eurovinil e Mabro
Massimiliano Frascino
grosseto. L’industria avrà a Grosseto un’area vetrina privilegiata, che darà visibilità a un settore produttivo storicamente sottovalutato nel comune capoluogo e in Maremma. Si chiamerà “Area Punto Zero” e coinciderà, per iniziare, con il rettangolo di terreno insediato dai capannoni ai lati di via Genova. Sulla destra della via Senese, subito dopo la caserma del Savoia Cavalleria uscendo da Grosseto. A lavorarci, su iniziativa di Confindustria, è il Comune di Grosseto. Che domani incontrerà otto aziende manifatturiere già insediate nell’area per definire i dettagli dell’operazione, pronta a partire nelle prossime settimane. E che sarà presentata in pompa magna prima dell’avvio dell’imminente campagna elettorale che ad ottobre sfocerà nelle elezioni amministrative.
Fra le imprese interessate all’intervento di riqualificazione urbanistica ci sarebbero sicuramente Roberto Ricci Design e Montecristo (che hanno rilevato il capannone ex Mabro), Noxerior, Elmu, Survitec e Toscano – Alta sartoria, tutte insediate nell’ex capannone ex Eurovinil, Fluxinos Italia e Tecnoseal. Ma non è escluso che se ne aggiungano delle altre.
Per la sistemazione dell’area il Comune avrebbe in preventivo di investire circa un milione e 400mila euro, per la riqualificazione di aree e spazi verdi esistenti, e per realizzare la nuova viabilità di margine dell’area produttiva, anche in vista di un suo ampliamento. Dal momento che in fondo a via Genova c’è molto spazio libero, oggi occupato dai campi coltivati.
All’iniziativa potrebbe essere interessata anche la Regione Toscana, anche se con una quota di cofinanziamento minore. Com’è avvenuto ad esempio a Pisa per la nuova area logistica-industriale da 60 ettari di Ospedaletto, a cavallo tra i Comuni di Pisa e Cascina, per la quale la Regione si è impegnata con un finanziamento di 700mila euro su un investimento complessivo superiore ai dieci milioni di euro.
La valorizzazione del polo industriale cittadino comporterà anche la rivisitazione delle opere di urbanizzazione ancora da completare da parte del consorzio che ha realizzato la lottizzazione parallela a via Senese (sulla sinistra in direzione Siena). Che sono in grande ritardo, e che dal punto di vista progettuale dovrebbero subire alcuni leggeri ritocchi per modificare i raggi di curvatura delle due rotonde previste (una per l’accesso a via Genova). In modo da rendere possibile l’ingresso e l’uscita di bilici e camion di grandi dimensioni. Da parte loro, le aziende che già sono operative in zona sarebbero disponibili a realizzare un centro servizi di riferimento per l’attuale e futuribile area industriale – mensa, asilo scuola/materna, spazi comuni per la formazione? – mentre il Comune, su suggestione di Confindustria, starebbe pensando di trasferire nella zona l’istituto tecnico industriale. Così da avvicinare la formazione specifica al mondo della produzione.
Se questa è la descrizione di massima di ciò che bolle in pentola, va altresì considerato che sull’ampliamento della nuova area industriale potrebbero sorgere complicazioni. I terreni in fondo a via Genova, infatti, appartengono alla famiglia Lemarangi, proprietaria dell’Azienda agricola “Il Poggione”, che a poche centinaia di metri, tra l’ospedale della Misericordia e la caserma del Savoia Cavalleria, sta realizzando una grossa lottizzazione residenziale da 30 milioni di euro. Su una porzione dei terreni in fondo a via Genova, peraltro, è già praticamente realizzata (Rsa) dal Gruppo Kos (di proprietà della Cir di Carlo De Benedetti) la nuova residenza sanitaria assistita da 120 posti letto, costata 12 milioni di euro. In prospettiva l’espansione dell’area industriale sarebbe condizionata dalla disponibilità dei proprietari, o da un accordo col Comune per un eventuale esproprio. Nei prossimi giorni si saprà qualcosa in più. —
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