Gioco
No all’europeo di Trial Italia Viva all’attacco
La gara bloccata per non disturbare le nidificazioni «Burocrazia assurda, in 2 giorni autorizzata in Lombardia»
SANTA FIORA. Gli uffici regionali bloccano la gara motociclistica perché potrebbe disturbare la nidificazione degli uccelli e Luciano Luciani (Italia Viva Colline del Tufo) e Clito Tattarini (Italia Viva Amiata) sono categorici: «Il campionato europeo di Trial non andava fermato». Lo affermano in un documento in cui Italia Viva – schierandosi al fianco del sindaco Federico Balocchi, che aveva denunciato il fatto puntando il dito contro le burocrazie regionali – fa risalire “il guasto” addirittura «alla sciagurata riforma del Titolo V della costituzione varata da Massimo D’Alema. Oggi constatiamo gli effetti disastrosi causati da quel provvedimento. Negli anni abbiamo, infatti, assistito alla nascita di veri e propri mostri burocratici sparsi per l’Italia che, invece di garantire la vicinanza ai bisogni hanno allontanato i cittadini. Non è un problema esclusivo della Toscana, ma anche da noi la Regione è fatta di chiari e scuri, spesso più scuri che chiari. L’ultimo recente episodio legato alla negazione dei permessi per il campionato Europeo di Trial ha in sé due risvolti entrambi gravissimi, uno nella forma e l’altro di merito».
Si parte dalla forma. «Come per ogni manifestazione internazionale l’iter autorizzativo è stato avviato dagli organizzatori per tempo. Nessun apparente intoppo pareva ostacolare il regolare svolgimento del campionato, e tutti gli investimenti necessari sono stati fatti, negli alberghi sono state aperte le prenotazioni e così via. Il diniego regionale è arrivato a pochi giorni dall’evento provocando un danno economico e di immagine per il territorio. Eppure la pernice e il biancone nidificano ogni anno anche se non sappiamo se lo facciano nei luoghi previsti dal Trial! Perché non si è bloccato l’iter all’inizio, segnalando questi problemi?».
Poi la sostanza: «La montagna è un luogo importante dal punto di vista ambientale, questo non vuol dire che per difenderla sia necessario congelarla, fermare ogni attività o iniziativa. Italia Viva Amiata e Colline del Tufo è intervenuta sulle prescrizioni assurde dettate per la silvicoltura. Anche in quel caso si cerca di appesantire con prescrizioni e dinieghi un’attività essenziale per la manutenzione del bosco e per il sostegno alla vita. Norme assurde vengono utilizzate creando di fatto un contropotere politico».
Secondo Luciani e Tattarini è «urgente cambiare le regole, ridurre al minimo le formalità badando alla sostanza delle cose. Se non lo farete in Toscana ci sarà sempre un’altra regione pronta ad accogliere ciò che noi cacciamo come è successo in questo caso con la Lombardia che in due giorni ha autorizzato il nostro campionato di Trial e ospiterà turisti, visitatori e accompagnatori che avrebbero portato lavoro e notorietà a Santa Fiora. Siamo sconcertati e delusi dalla superficialità con cui è stata gestita la vicenda dall’assessora all’ambiente Monni e siamo al fianco del sindaco Balocchi in questa legittima protesta. Il rischio e il paradosso è che ora gli uffici regionali ci dicano che anche il rumore delle motoseghe e dei trattori utilizzati per lavorare dia fastidio alla cova di qualche volatile e debbano essere silenziati». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
