Il Tirreno

Grosseto

Il Bbc è tornato pronto a riprendersi testa e cuore dei tifosi biancorossi

maurizio caldarelli

A pochi giorni dall’inizio del massimo campionato di baseball ripercorriamo le vicende passate e recenti del batti e corri locale 

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amarcord



Dopo anni di speranze e illusioni, è tornato il Bbc Grosseto, la società per settanta anni, ha fatto battere il cuore, piangere e gioire gli sportivi; li ha resi orgogliosi di essere grossetani.

Le origini del batti e corri in Maremma vengono fatte risalire agli ultimi anni della Seconda guerra mondiale: la prima squadra nacque nel periodo in cui i soldati americani a Grosseto organizzavano incontri di baseball nella vecchia pista di via Manetti. Fu in quegli anni che una ventina di simpatizzanti iniziarono a giocare per scherzo e finirono, dopo due o tre anni, per iscriversi alla neonata federazione di softball. Era il 1949-50. Ben presto le società aderenti al softball cominciarono a praticare il baseball, ma il Grosseto, per mancanza di fondi, fu costretto a rimandare di un anno l’ingresso in questo sport. Fu così che nel 1952, dopo una riorganizzazione interna, vide la luce il Base Ball Club Grosseto. Il Bbc, appunto. I pionieri furono Walter Biadi (lanciatore), Agostino Gei (ricevitore, o portiere come si diceva all’epoca), Giancarlo Rosi (prima base), Alfredo Fallani (seconda base), Francesco Chiaretti (terza base), Roberto Solimeno (esterno centro) e Luciano Corridori (lanciatore). In mezzo a questi ragazzi grossetani c’era anche un soldato americano, Jim Casatelli, che diventò maremmano d’adozione per aver sposato una follonichese. “Gene” conosceva le regole del gioco e le insegnò ai ragazzi, che l’accolsero a braccia aperte.

Gli atleti si costruivano con le proprie mani, nelle soffitte, le palline, i guantoni ed anche le mazze. Animati da tanta passione iniziarono l’avventura nel 1953, affiancati dal presidente, l’avvocato Stelio Cutini, che vinse subito la serie C. Le dimissioni di Cutini, nel 1954, provocarono un profondo sbandamento. Umberto Biadi abbandonò mazza e guantone e diventò presidente, ma si vide costretto a stare fermo per due anni Nel 1956 il Bbc si presentò più agguerrito che mai e vince nuovamente serie C. Tra alti e bassi, a causa delle esigue risorse, si arrivò alla prima vera svolta societaria, l’elezione a presidente dell’avvocato Alessandro Morgantini, che volle al suo fianco Biadi. Il Bbc, con l’edera del partito repubblicano sul petto, vinse la C nel 1960 e iniziò la scalata verso la serie A. Un traguardo che venne raggiunto nel 1966, con la vittoria dei ragazzi di Mario Mazzei sull’Alpina Trieste a Bologna. L’alluvione, i soliti problemi di soldi e la mancanza di un impianto (la squadra giocava all’Olimpico) fecero durare per una sola stagione l’esperienza nella massima serie. Ma quella società aveva ormai messo le radici in città e grazie alla collaborazione del Comune, che costruì il diamante di viale della Repubblica, iniziò una crescita che la portò a diventare con il passare degli anni una delle big. Il percorso fu pieno di ostacoli, ma l’esplosione di talenti naturali come Beppe Massellucci (il recordman dei fuoricampo) e di Riccardo Luongo servì a creare nuovi proseliti e a dare una maggiore visibilità a una disciplina, che nei primi anni di vita era guardata con diffidenza dalla città. La società cominciò ad organizzarsi, a dotarsi di un vero allenatore, Fausto Camusi, che con un colpo di spugna cancellò quello che era stato fatto nei primi venti anni: con pazienza e competenza ricominciò da zero e i suoi insegnamenti riportarono la squadra In A.

Gli anni Settanta, oltre che per l’inaugurazione dello stadio, intitolato all’ingegner Roberto Jannella, furono caratterizzati dall’arrivo dei primi sponsor importanti, la Master Builder e la Lubiam, che permisero al presidente Giulio Ripani di portare a Grosseto uno dei grandi della nostra storia, quel John Self, diventato un mito per i suoi fuoricampo, per le sue doti canore e per il fascino che aveva sulle donne. Furono gli anni degli allenatori Nick Testa e Jimmy Strong, ma anche di Lou Ilardi, Daniele Miele, Irving Homs, Bob Ciccone, che dettero una mano a Massellucci, Vinciarelli, Luongo, Verni, Bertaccini, Bellugi, Camarri, primattori di una scuola italiana sempre più florida. I successi della Lubiam, che nel 1975 conquistò un lusinghiero sesto posto, contribuirono ad avvicinare il grande pubblico allo stadio. Iniziarono i primi duelli con Parma, Bologna, Rimini o Nettuno, che diventarono le rivali più attese dalla tifoseria. Dopo una grave crisi a fine anni Settanta, che culminò con la retrocessione in serie B nel 1979, per il Bbc Grosseto, con il ripescaggio in A del 1980, si aprì il capitolo più bello. La squadra presieduta dal notaio Giorgio Ciampolini centrò subito il miglior risultato di sempre, un quinto posto acciuffato con una tripletta nell’ultima giornata a spese dell’Edilfonte Milano, grazie ai lanci di Alessandro Cappuccini ( “The best italian pitcher”), ai fuoricampo di Massellucci e alle valide di Joe Martelli, primo biancorosso a vincere la classifica della media battuta.

Il baseball era ormai una moda in Maremma: gli arrivi di La Sala, Caldarella, Nigro e l’anno successivo di Mutz e Morano infiammarono il pubblico e convinsero il presidente Aldo Tonini (all’epoca vicesindaco) ad investire: arrivarono Costa, Borghino e Orrizzi e il manager Joe Zavattaro che portò per la prima volta al comando della classifica. Era il 20 agosto 1983. Altri ingaggi a sensazione dagli Stati Uniti (in primis quelli di Chappas, Pate, Stimac, Olsen, Cortese), la crescita dell’esterno Marco Mazzieri e la consacrazione di Alessandro Cappuccini, proiettarono stabilmente il Bbc ai vertici nazionali. Fu il preludio allo conquistato a Rimini il 19 ottobre 1986. Una “bella” caratterizzata dalla presenza di oltre tremila grossetani, che invasero lo stadio dei Pirati (dormendo sotto le stelle nella notte che separò la sesta dalla settima partita) e spinsero i ragazzi, affidati alle sapienti mani di Vic Luciani, alla concretizzazione del sogno.

Quella indimenticabile vittoria spalancò le porte dell’Europa (a Parigi arrivò un argento pieno di rimpianti) e dette il via ad un ciclo che si concluse con la conquista del secondo tricolore nel 1989.

A metà degli anni Novanta il presidente Armando Falconi, con Gigi Pegoraro e Stefano Palmieri, artefici dei primi due titoli, lasciarono il testimone ad una cordata capeggiata da Roberto Baricci, Paolo Polverini e Claudio Banchi che, dopo un periodo di rodaggio (nel 1997 la vittoriosa spedizione spagnola a Pamplona in Coppa Ceb fu pagata dagli sportivi), proseguì la strada tracciata da Falconi e grazie a Otis Green, Andres Thomas, Jaime Navarro, Carlos Quintana, Greg Martinez, Riccardo De Santis, Gabriele Ermini, Luca Bischeri, Davide Dallospedale, Liu Rodriguez, Jairo Ramos Gizzi, Mauro Mazzotti, David Rigoli, Gabriele Ermini, Luca Bischeri, Andrea Sgnaolin, regalò alla città altre indimenticabili pagine di sport, conquistando altri due scudetti, nel 2004 e 2007, e la Coppa Campioni nel 2005 sul diamante di Rotterdam, in Olanda.

Subito dopo aver festeggiato i 55 anni di vita con un titolo bellissimo, di fronte a ottomila sportivi nella gara decisiva contro il Nettuno, cominciarono i primi problemi, nonostante lo sponsor della storia, il Monte dei Paschi di Siena. Dopo aver gettato al vento la seconda Coppa dei Campioni ai supplementari contro il Kinheim, il 12 agosto 2008 fu esonerato Mauro Mazzotti, con la squadra in piena corsa per la finale. Fu il primo segnale di una crisi che esplose l’anno successivo e che portò alle dimissioni, nell’aprile 2009, del presidente Claudio Banchi, sostituito da Roberto Ferri. Sul campo la squadra non si riuscì più ad andare oltre il sesto posto (inutile anche il tentativo di mettere in mano la squadra al “nemico” nettunese Ruggero Bagialemani), gli spalti dello Jannella si svuotarono progressivamente come le risorse a disposizione della dirigenza, che nel 2011 visse una stagione drammatica, piena di polemiche e minacce di scioperi. E si arrivò così alla fine del 2011, con il Bbc che si vede costretto a rinunciare, dopo trentadue campionati di fila sempre ai vertici, all’Italian Baseball League, mentre l’amministrazione guidata da Emilio Bonifazi, affondava la lama nel cuore della società, togliendo la convenzione quindicinale firmata nel 2009. Il presidente Armando Cipolletti affiliò la società e iscrisse la squadra alla serie C 2012. Un tentativo andato purtroppo a vuoto. Il Grosseto Baseball e il Jolly Roger hanno tenuto a galla il movimento cittadino, ma sabato pomeriggio si è aperta una nuova pagina che Chimenti, Olivelli, Macchelli e Banchi cercheranno di riempire con tante belle soddisfazione per gli appassionati, che in tutti questi anni non hanno mai dimenticato le gesta del loro Bbc, che per mezzo secolo è stato più di un semplice passatempo. —

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