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Devono incassare e invece perdono soldi. Decine di truffati agli sportelli bancomat

Elisabetta Giorgi
Devono incassare e invece perdono soldi. Decine di truffati agli sportelli bancomat

A Grosseto c’è chi ha rimesso 1000 euro: ha messo in vendita oggetti sul web finendo per versare denaro a imbroglioni

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GROSSETO. La truffa delle truffe è quella di chi mette in vendita oggetti online e alla fine si ritrova lui stesso a pagare i soldi che avrebbe dovuto incassare. Incredibile e assurdo quanto si vuole, eppure a Grosseto è successo, specie in tempi recenti e almeno stando alle segnalazioni arrivate dalle vittime e inoltrate alle forze dell’ordine.

C’è chi ci ha rimesso 100 euro, chi di più: qualche centinaia o anche un migliaio di euro andati in fumo, in base all’importo della merce che aveva messo in vendita sul web. Decine di grossetani si sono rivolti in questi mesi alle forze dell’ordine le quali (sempre più spesso) non mancano di mettere in guardia sui rischi del commercio online. Sarà che al tempo del Covid la reclusione forzata in casa ha incentivato non solo gli acquisti ma anche le vendite online nei siti di annunci, data la necessità per molte famiglie di trovare anche piccoli introiti laddove il lavoro era in crisi. Il quadro ha visto moltiplicare, anche in provincia di Grosseto, l’e-commerce e gli annunci di chi ha puntato a disfarsi facilmente di oggetti che aveva a casa per racimolare qualche soldo rapido; senza rendersi conto che proprio il web (campo privilegiato per fare affari veloci) può anche essere un terreno altrettanto fertile per i malintenzionati. Si nascondono online multiformi inghippi pronti a mutare spoglie e in cui i raggiratori di turno sono abili a rovesciare le carte. Il meccanismo messo a segno in questi ultimi tempi a Grosseto, per come ci viene segnalato, sfrutta proprio questo metodo. C’è chi crede di incassare e invece è lui a sborsare.

Un esempio accaduto. Un uomo piazza il suo annuncio online per vendere un oggetto (esempio, un cellulare); carica la descrizione dell’oggetto con relativo importo e foto in un sito di annunci (sito estraneo al raggiro: di fatto è solo la “vetrina” dove il truffatore cerca chi imbrogliare). Viene poi contattato dal truffatore di turno, che navigando ha adocchiato la sua vittima. Costui si finge interessato all’acquisto del cellulare e propone al venditore di fargli un pagamento immediato. Di fatto chiede a chi ha postato l’annuncio la possibilità di pagare sul suo conto corrente o postepay. Preso l’accordo, il truffatore invita la vittima a raggiungere fisicamente lo sportello Atm per controllare l’ordine o confermare l’accredito. Ed è qui al bancomat che si consuma il raggiro, in quanto il truffatore dà istruzioni alla sua preda e le chiede di accedere al conto dallo sportello bancomat selezionando la voce “effettua ricarica”. Le detta un codice – fatto generalmente passare per il numero dell’ordine – che in realtà corrisponde al proprio Iban o numero della carta. Perciò chiede alla sua vittima (ignara) di trasferire quella cifra sul proprio conto, senza che se ne renda conto. Ecco che la truffa è consumata: nasce virtualmente (online), diventa materiale e si consuma fisicamente negli sportelli della città.

Richieste di questo tipo dovrebbero insospettire: sono anomale, ma chi non è esperto nei meccanismi di vendita online può caderci eccome, è umano. Nessun pagamento online richiede tuttavia al beneficiario di raggiungere “personalmente” il bancomat com’è successo anche a Grosseto, per concludere l’operazione. E a chi deve fare un bonifico bastano solo il nome e cognome e l’Iban del conto del beneficiario: non serve alcun “codice dell’ordine”. Né esiste alcun servizio bancomat che permetta di controllare lo stato degli “ordini” online dallo sportello Atm. Insomma: a volte il mondo gira al contrario. C’è chi mette in vendita un oggetto e invece di guadagnare lo paga. A Grosseto, stando alle segnalazioni, sarebbero parecchi, specie ultimamente, i casi delle truffe dell’Atm basate sui finti pagamenti. L’informazione è il primo veicolo per non cadere in trappola. –

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