Gioco
Un brindisi alla rinascita, grazie alla nuova birra artigianale
L’imprenditore Antonio Corsano ha creato una speciale bevanda per accompagnare la seconda vita del bar Monti
L’INTERVISTA
Lina Senserini
L’etichetta riproduce l’inconfondibile profilo di Giglio porto, con le sue case colorate e le barche dei pescatori. Dentro la bottiglia, una birra italiana artigianale – la “Birra del Giglio” appunto – e il nome accompagnato da un gioco di parole che, nel mondo social, starebbe bene anche come hashtag: birradamare. Una cosa è certa, che sia “d’amare” o da bere al mare sarà il must dell’estate isolana e della costa maremmana.
Una bella idea per promuovere la bellezze del Giglio e la nobiltà della sua gente, medaglia d’oro al valor civile per la generosità con cui i suoi abitanti hanno accolto i naufraghi della Concordia, ma anche per celebrare la ripartenza, ora che il Giglio si avvia diventare Covid-free. L’idea è venuta da una conversazione al tavolino tra i nuovi gestori del rinnovato Bar Monti a Giglio porto, prima dell’inaugurazione del 30 aprile, e un gigliese di adozione, Antonio Corsano, 67 anni, lodigiano di origine, ormai di casa sull’isola da quando nel 1982 gestiva la discoteca Il Fracco. Da anni imprenditore e manager nell’intrattenimento e nel “food&beverage” racconta volentieri la genesi del progetto e lo spirito che lo sostiene. Anticipando anche una novità che prenderà forma nelle prossime settimane.
Come è nata l’idea di una “Birra del Giglio”?
«I nuovi gestori del bar Monti, conoscendo la mia esperienza di manager e promotore, mi hanno chiesto di pensare a qualcosa che accompagnasse la seconda vita del bar. Ma non i soliti gadget che durano il tempo di dimenticarli da qualche parte. Ragionando su come essere originali, abbiamo pensato di fare una birra e di dedicarla all’isola. L’etichetta è stata studiata e realizzata da Francesco Buttà esperto di grafica, design e marketing con la sua azienda a Lodi, io mi sono occupato della realizzazione del prodotto e successivamente mi occuperò della commercializzazione».
Dove viene prodotta la birra?
«Ci siamo rivolti a un birrificio artigianale tra i più importanti in Italia e abbiamo valutato i diversi tipi di birra che ci ha offerto. Alla fine, abbiamo optato per la tipologia Blanche, una birra beverina che degustata fresca, volendo con una fetta di limone o lime, cambia il modo di rinfrescarsi dal tradizionale caldo estivo. Bevuta alla temperatura preferita davanti a una pizza oppure ai prelibati piatti di pesce dei ristoranti gigliesi, darà un nuovo sapore alle prossime cene estive. Una “birradamare” appunto».
E dove si potrà gustare la Birra del Giglio?
«Per il momento al nuovo Bar Monti, che detiene l’esclusiva della ricetta e che si occuperà della vendita del prodotto nella sua prestigiosa location. Ci siamo comunque attivati con un distributore perché siamo interessati a creare una rete di vendita su tutta la costa toscana».
Aveva anticipato una novità per giugno.
«Vorremmo organizzare un brindisi alla ripartenza dopo il tunnel del Covid, a giugno, qui al Giglio, isola carica di significati e di forza anche nel modo in cui ha reagito alla pandemia. Coinvolgeremo cittadini, attività, amministratori, associazioni e stiamo valutando se potrà essere in presenza, altrimenti la faremo online. Per questa occasione le etichette della Birra del Giglio saranno dedicate ai musei toscani, simbolo di cultura, arte, storia, radici. Francesco Buttà si sta occupando dell’organizzazione, poiché dobbiamo contattare i musei uno per uno. Abbiamo già alcune adesioni, ma non anticipiamo nulla. Solo che etichette e bottiglie saranno in edizione limitata. Da collezione». —
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