Il Tirreno

Grosseto

MONTE ARGENTARIO 

Guerra degli ormeggi, ora i posti diventano 21

Andrea Capitani

Nel tira e molla di Santa Liberata, Casamenti e Poccia recuperano spazi per i diportisti argentarini. Gozzo: «Ancora pochi»

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Andrea Capitani

MONTE ARGENTARIO. «Bene l’aumento dei posti barca nel canale, ma non sono ancora sufficienti».

Il sindaco di Orbetello Andrea Casamenti e il delegato al diporto Ivan Poccia si sono messi al lavoro per ampliare i posti barca disponibili per i residenti di Monte Argentario, dopo che nei giorni scorsi erano arrivate le proteste dei diportisti del promontorio che avevano perso la possibilità di poter ormeggiare il proprio natante sotto gli 8,5 metri sui pontili della nautica sociale nel canale di Santa Liberata, gestito da Comune orbetellano ma con i parcheggi e situati sul territorio argentarino.

Quaranta posti che, dopo l’uscita della graduatoria, erano diventati uno solo, visto l’aumento della domanda da parte dei residenti orbetellani e dei proprietari di seconde case sul territorio lagunare.

Casamenti e Poccia si erano detti disposti a lavorare per trovare una soluzione che accontentasse anche gli «amici» argentarini. Soluzione che vede i posti destinati agli abitanti del promontorio salita fino a 21 posti barca – e dunque ancora non i 40 dello scorso anno, cosa che fa storcere il naso all’assessore all’ambiente del Comune di Monte Argentario Gianluca Gozzo. «Da 1 a 21 i posti barca assegnati per i residenti di Monte Argentario nell’approdo del canale di Santa Liberata rappresentano già un buon risultato di cui prendiamo atto e ringraziamo per lo sforzo – dice Gozzo – Però si partiva da 40. Non cambia quindi la nostra posizione sul merito, perché la procedura adottata dal Comune di Orbetello contraddice il senso della “nautica sociale” cui sarebbero destinati quei posti e oltraggia il rapporto di buon vicinato, dato che proprio per salire su quei pontili il passaggio è obbligatoriamente sul nostro territorio. Ed è proprio su questi due elementi che, da quando esiste quell’approdo (2012), un congruo numero di posti barca era destinato ai residenti di Monte Argentario. Pur comprendendo le necessità politiche di offrire più posti ai propri elettori, non si capisce perché ci deve rimettere chi è residente sul promontorio e perché viene favorito il proprietario di seconda casa che in realtà è un turista. Si ribadisce quindi - conclude Gozzo - la necessità di uno sforzo maggiore e più deciso per restituire dignità a chi è stato sfrattato da casa propria, restituendo diritti e non offrendo elargizioni». —

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