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castiglione della pescaia 

«Troppi tifosi»: assolti presidente e sindaco

Pierluigi Sposato
«Troppi tifosi»: assolti presidente e sindaco

Pericoli e Farnetani erano imputati per una partita del 2016 Al Casa Mora l’agibilità era per sole cento persone

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Pierluigi Sposato

Castiglione della pescaia. Assolti, sia il presidente di Hockey Castiglione, Marcello Pericoli, sia il sindaco, Giancarlo Farnetani. Il fatto non sussiste (motivazioni da depositare) per l’accusa di aver consentito l’accesso al palazzetto di Casa Morta di un numero di persone superiore alle 100 autorizzate, in occasione di una partita di hockey, il 21 maggio 2016, mettendo a rischio l’incolumità pubblica.

Quel giorno, era un sabato, alle 18, era in programma la gara di ritorno nel cammino finale verso la serie A1: il Castiglione ospitava il Sandrigo, già vittorioso all’andata. In genere, alle partite erano presenti pochissime persone. Quel giorno invece si presentò una nutrita schiera di sostenitori avversari: almeno 140 erano stati fatti entrare. La partita si svolse regolarmente, al termine fu aperto un fascicolo, perché Pericoli e Farnetani sarebbero stati consapevoli che l’impianto era sprovvisto di certificato prevenzione incendi e della Scia.

Prima della discussione, ieri mattina il giudice Andrea Stramenga ha ascoltato la testimonianza di Massimo Baricci, geometra, all’epoca responsabile dell’ufficio lavori pubblici del Comune, chiamato dalla difesa a far luce sul palasport. Baricci ha spiegato che quella struttura era stata costruita con una capienza iniziale di mille persone e che, dopo l’ammodernamento, era stato necessario rinnovare il certificato prevenzione incendi. L’iter era in corso quando fu giocata quella partita: «Ma i requisiti c’erano, i lavori avevano potenziato la sicurezza, si potevano giocare partite fino a 200 persone, i vigili del fuoco avevano prescritto solo lavori modesti. Mancava soltanto la formalizzazione, insomma».

L’accusa, rappresentata dal viceprocuratore onorario Alessandro Bonasera, ha rilevato che in effetti si sarebbe trattato soltanto di una violazione formale e che, seppure fosse vigente la determina dirigenziale, l’incolumità pubblica non era mai stata messa in discussione. E aveva sollecitato l’assoluzione.

«Quel giorno vi fu un afflusso imprevisto e imprevedibile di spettatori ospiti – ha detto nell’arringa il difensore dei due imputati, l’avvocato Carlo Valle – Fino a quel giorno ve ne erano sempre stati pochissimi. Se fosse stato sbarrato l’accesso, si sarebbe potuto rischiare qualche tafferuglio. Tra l’altro, sul posto arrivò lo stesso Farnetani, come tifoso. Furono chiamati 112 e 115, lui fece un breve incontro, si consultò con la Prefettura e poi fu deciso di non sospendere la partita, già iniziata. Tutti i presìdi di sicurezza erani stati adeguati, non c’è mai stato un reale pericolo». —

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