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Simulacra Il contemporaneo apre il dialogo con l’archeologia

Enrico Pizzi
Simulacra Il contemporaneo apre il dialogo con l’archeologia

Oggi alle 18,30 al via l’esposizione al Maam Opere di Michele Guerrini e Michele Guidarini

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Enrico Pizzi

GROSSETO. Prendi le statue dell’Augusteo, conservate al Maam, spogliale e svuotale del loro originario significato, trasportale nella modernità e dà loro una nuova vita, che non nega il passato, ma lo connette con il presente.

È un po’ in questo viaggio tra passato e presente, in questo contrasto tra antiche forme e nuovi segni, che si viene trasportati da “Simulacra”, la mostra di arte contemporanea, curata dall’architetto Stefania Sagliocco, che si inaugura oggi al Maam (apertura al pubblico alle 18,30) e che raccoglie il frutto del lavoro di due grossetani, Michele Guerrini – fotografo, classe 1986 – e Michele Guidarini – artista, classe 1981.

«Questa mostra – ha sottolineato il vicesindaco e assessore alla cultura Luca Agresti – mette insieme due forme di arte contemporanea, quella di 2000 anni fa e quella di oggi».

Michele Guerrini, con le sue fotografie e l’uso del “buio” è riuscito a “isolare” e ridefinire le espressioni umane delle statue esposte nella Sala Roselle del Museo Archeologico, portandole dalla ieratica e algida perfezione dell’antico silenzio, verso una dimensione emotiva più umana e fragile.

Su queste foto è intervenuto Michele Guidarini riscrivendo e “sporcando” quelle stesse espressioni, attraverso il suo noto linguaggio artistico urbano e metropolitano. Il percorso inizia nella sala Conferenze del Museo, dove si trovano tutti gli elaborati del progetto site-specific: scatti, bozzetti, collages di allestimento. È qui che passato e presente iniziano un vero e proprio viaggio di andata e ritorno temporale sui temi trattati. Si passa poi nella sala delle statue, dove il ritorno al passato è accompagnato dall’allestimento, accanto alle antiche statue, delle opere finite. «I locali espositivi del Maam si aprono alla sperimentazione creativa di “Simulacra” in un percorso sia simbolico che fisico in grado di mettere in comunicazione passato e presente» – afferma Chiara Valdambrini, direttore del Maam. Un progetto che – spiega Mauro Papa, direttore del Polo Culturale Le Clarisse – fa parte di una più ampia rassegna culturale dal titolo “Aprire il fuoco” in omaggio all’omonimo romanzo dello scrittore Luciano Bianciardi, pensata per creare un collegamento tra il passato e il presente di Grosseto, capace, attraverso gli strumenti dell’arte contemporanea, di re-interpretare la storia della città e del suo patrimonio artistico e archeologico e di far riflettere sull’identità del territorio. —

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