Attenzione
Andrea Ulmi: «Gli ospedali piccoli non devono esserlo per rilevanza»
La Lega riaccende i riflettori sui servizi sanitari del presidio massetano E sostiene che sia chirurgia che cardiologia siano state depauperate
l’intervento
Il Carroccio grossetano riaccende i riflettori su quelle che sostiene siano criticità dell’ospedale di Massa Marittima.
«In consiglio regionale – interviene il consigliere regionale della Lega, vicepresidente della commissione sanità e politiche sociali, Andrea Ulmi – ho incontrato le persone che da Massa Marittima e da Volterra si sono incatenate sotto Palazzo del Pegaso».
«La loro battaglia – dice – e le questioni sollevate sono le stesse che avevo portato alla luce durante la campagna elettorale e subito dopo la mia elezione, anche grazie alla sensibilizzazione ricevuta dai consiglieri comunali di Massa Marittima Daniele Brogi e Loredana Bussola».
«Quello che è tangibile– continua Ulmi – sono i servizi offerti che vengono depotenziati o annullati, il personale che diminuisce a vista d’occhio e un ospedale che dovrebbe essere un punto di riferimento per un comprensorio ampio come quello della Colline Metallifere e di parte dell’area boracifera che invece perde il suo ruolo costringendo i cittadini a muoversi verso Grosseto o Siena, con disagi evidenti».
Il capogruppo in consiglio comunale Brogi sposa le richieste di chi protesta. «Abbiamo più volte combattuto a tutela dell’ospedale di Massa Marittima. Le rassicurazioni fornite purtroppo se le è portate via il vento. Il consigliere regionale Ulmi aveva denunciato già alcuni mesi fa come per la chirurgia, fiore all’occhiello di Massa Marittima, fosse sceso da sette a tre il numero di medici. La stessa cardiologia è sotto organico con non poche preoccupazioni».
Non solo. «I tempi di attesa per una visita in neuropsichiatria infantile – descrive ancora Brogi – arrivano a sei mesi. La diagnostica è stata in parte abbandonata, con la necessità per i pazienti di sobbarcarsi il viaggio verso Grosseto. Crediamo che adesso la città meriti risposte adeguate».
Il vicepresidente Andrea Ulmi difende la medicina territoriale, tanto da farne una propria missione. «Sarò al fianco dei massetani – dice – così come lo sono dei pitiglianesi, dei castelpianesi e degli orbetellani, con i rispettivi comprensori. La medicina territoriale soffre e le maxi Asl hanno dimostrato di allontanare ancora di più questa dai reali bisogni della gente».
«C’è necessità di una controriforma – conclude – per riportare le aziende a dimensione provinciale. Solo così si potranno comprendere le esigenze dei territori e studiare le migliori soluzioni, anche nella salvaguardia del ruolo dei cosiddetti piccoli ospedali, » che lo sono per grandezza, ma non per importanza». –
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